[*L’articolo è stato scritto dall’Autore e da Federico Niglia, che al tema hanno dedicato il recentissimo volume Berlusconi ‘The Diplomat’]
Il rispetto del contratto di governo è diventato un punto d’onore per le forze della coalizione giallo-verde. Questo è vero soprattutto per il Movimento 5 Stelle, ma anche per la Lega. Il contratto di governo assurge, in un contesto particolarmente dinamico, a cassa di compensazione di interessi divergenti e, molto spesso, contrastanti.
Questa compensazione risulta più difficoltosa nel caso della politica estera, anche perché su questo punto il contratto presenta maggiori elementi di vaghezza. Il punto 10 riservato alla politica estera nel contratto di governo è molto scarno. Una lunga parte (120 parole) è dedicata agli italiani residenti all’estero, ai problemi delle procedure di voto per la circoscrizione estero e degli organi di rappresentanza del consiglio generale degli italiani all’estero. Né nel programma elettorale dei 5 Stelle, né in quello della Lega, e neppure in quello del Centro-destra si ritrova questa priorità della politica estera nazionale. Se ne comprende l’inclusione nel contratto, forse, solo alla luce della fiducia al governo espressa dai senatori del Movimento Associativo Italiani all’Estero. [Per saperne di più…]