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…e io, dear Stato-nazione, ti rispondo

19 Luglio 2018 di Anonimo Lascia un commento

Caro Stato-nazione,

devi essere in condizioni davvero disperate per rivolgerti direttamente a me per iscritto. C’incontriamo tutti i giorni sulle strade del mondo dove tu, povero vecchio, obsoleto e ostinato, arranchi controvento per tornare indietro. Naturalmente, non ci riesci e ti incattivisci, fuori e dentro. Infatti, i problemi, che da solo non risolverai mai, sono tutti al tuo interno e imbeceriscono coloro che vivono dentro i tuoi confini e si armano per difenderli. Ci sono luminose eccezioni di Stati che hanno raggiunto un modus vivendi con me, e io con loro. Sono gli Stati ben governati, nella legittimità, nel consenso, nell’efficienza, nell’assenza di corruzione. Eddai, lo sai, sono tutti i paesi Nordici e tutte le democrazie della diaspora anglosassone. Quando uno di quei paesi come – spiace dirlo – la Gran Bretagna fa le bizze e fa la Brexit, neanche ci riesce, manifestando tutti i vizi degli Stati-nazione che pensano di vivere meglio recuperando la sovranità, ed entrano in contraddizioni irrisolvibili e costose. Quell’altro ipersovranista di Trump continuerà a dire, spero per poco, America First, ma è costretto a trovarsi amici, come Vladimir Putin, piuttosto deplorevoli (sono sicuro che apprezzi il mio elegante understatement) e a fare le guerre, quella del commercio essendo la più stupida, conseguenza ineluttabile del vostro sovranismo. [Leggi di più…]

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Cara Globalizzazione ti scrivo…

16 Luglio 2018 di Anonimo Lascia un commento

[Alla Redazione è pervenuto un inconsueto carteggio a firma di «Stato nazione» e «Globalizzazione». Nonostante lo ‘pseudonimato’, fedeli al principio ispiratore del Forum – tutto, purché argomentato e interessante – , lo pubblichiamo in due puntate. Se poi qualche Lettore crede di poter riconoscere chi si cela dietro l’uno o l’altro pseudonimo (entrambi, diciamolo, piuttosto impegnativi), ce lo segnali nei commenti: gliene saremo grati.]

Cara Globalizzazione,

è da un po’ di tempo che non ci sentiamo. Forse anche tu, come molti altri, pensavi fossi morto o giù di lì. E invece sono ancora qua: vivo, redivivo e, secondo alcuni, addirittura più in forma di prima. Ho sentito il bisogno di scriverti perché la ruota gira e ora – pensa quant’è strana la vita! – sul banco degli imputati ci sei precipitata tu. Ti hanno lodata acriticamente per troppo tempo e, vanitosa come sei, hai finito per montarti la testa. A tuo favore avevi un consenso quasi unanime. I pochi che si azzardavano a sollevare critiche erano i movimentini no-global (ai quali, per inciso, non è stato riservato un bel trattamento a Genova… ricordi?) e un gruppuscolo di pensatori conservatori che da tempo mi sono affezionati, anche perché siamo cresciuti assieme e abbiamo frequentato le stesse scuole. Bei tempi, dirai. Quando io venivo trattato come un ferro vecchio da spedire al cimitero delle defunte forme politiche… Mi stavo già abituando all’idea di andare ai giardinetti della Terza Età, accompagnato da quella vispa peperina della città-stato (‘s’ rigorosamente minuscola: siamo ancora in causa per plagio) e dal quel noioso trombone dell’impero, a cui ogni tanto arrivano delle strane letterine anonime scritte in cirillico, siglate V.P. (ne sai qualcosa?). [Leggi di più…]

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    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

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    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

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