Anche studiosi di cui condivido (quasi sempre) idee e posizioni politiche, hanno contratto la pessima abitudine di usare termini come ‘sovranismo’, ‘nazionalismo’, ‘populismo’ in senso denigratorio, come infezioni della critica della ragion politica. Dire che una iniziativa, una proposta di legge, un’opinione è sovranista significa chiudere il discorso giacché, nel dibattito pubblico serio, possono entrare solo vedute e disegni che si ispirano alla democrazia liberale e ai suoi valori e tutto ciò che ne fuoriesce non è degno di rispetto. [Leggi di più…]
Perché difendo Pietrangelo Buttafuoco. La lezione di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile
«Le nostre civiltà sanno di essere mortali», scriveva Paul Valéry in uno dei suoi Cahiers. E, purtroppo, quella liberale lo sta sperimentando. 21 paesi dell’Unione Europea, più l’Ucraina, hanno chiesto al Presidente della Biennale di Venezia di non riaprire il padiglione russo, a causa dell’aggressione putiniana a Kiev. [Leggi di più…]
Gli orfani del ‘68 e il loro strano mentore
Se si dialoga con un reduce del ‘68 e delle lotte studentesche degli ‘anni formidabili’, raccontati da Mario Capanna, una sensazione di profondo sconforto s’impadronisce dell’animo. Il pensiero va alla scena finale del film del 1954 Un americano a Roma del grande Steno dove si vede il padre di Nando Mericoni (interpretato da uno straordinario Alberto Sordi) che, chino sul figlio bendato sul letto d’ospedale, alludendo alle manie che lo hanno quasi ridotto in fin di vita, sospira «Speriamo che ora sia guarito!». Il film si chiude con la voce fuori campo di Sordi: «ma guarito de che?». [Leggi di più…]
Europa. Occorrerebbe uno stato, non una Federazione
«Per intanto, già in ogni parte d’Europa si assiste al germinare di una nuova coscienza, di una nuova nazionalità (perché, come si è già avvertito, le nazioni non sono dati naturali, ma stati di coscienza e formazioni storiche); e a quel modo che, or sono settant’anni, un napoletano dell’antico Regno o un piemontese del regno subalpino si fecero italiani non rinnegando l’esser loro anteriore ma innalzandolo e risolvendolo in quel nuovo essere, [Leggi di più…]
Il marxismo è morto ma c’è poco da rallegrarsene
«È in corso – ha scritto Mario Sechi nell’editoriale del 29 ottobre u.s. – una saldatura tra l’ideologia socialista e l’islamismo, tra il neo-marxismo e l’antisemitismo». Mi trovo spesso d’accordo con i commenti politici del direttore di «Libero», ma questa volta credo che sbagli. Come sbagliano, del resto autorevoli opinionisti francesi inventori dell’ossimoro islamo-marxismo. [Leggi di più…]
Anime belle accademiche
77 colleghi storici del pensiero politico hanno firmato un manifesto per Gaza «in modo analogo a quanto hanno fatto molte altre studiose e studiosi, società scientifiche e Senati accademici».
Ritengo Netanyahu un irresponsabile farabutto ma, in quanto studioso, non riesco a condividere l’iniziativa. [Leggi di più…]
La democrazia e i suoi critici
Non so se possa dirsi, con Giacomo Marramao, che Del Noce è «il più autentico e grande filosofo italiano del dopoguerra»; certo è che si tratta di un pensatore epocale, a differenza di altre icone accademiche di cui sembra essersi perduto il ricordo. E tuttavia ci sono momenti della sua riflessione storica e teorica che non sono convincenti, almeno per chi veda nella democrazia liberale la colonna portante della società aperta. [Leggi di più…]
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