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Geopolitica della comunicazione nei tempi della pandemia globale

23 Aprile 2020 di Edoardo Tabasso Lascia un commento

Complessità, incertezza, ambivalenza. Ecco le tre parole chiave con le quali sarebbe necessario, è necessario, fare i conti per fronteggiare il virus di Wuhan. ‘Cosa succede se?’ è diventato ‘ora cosa?’, una crisi, a essere eufemistici, che confuta tutto ciò gran parte del mondo ‘occidentale’ crede di se stesso, rivelando inadeguatezza e paura ad apprendere.

Un Cigno Nero, evento ad apparente bassa probabilità e di grande impatto che potrebbe persino rimodellare nei prossimi anni l’ordine/disordine mondiale.

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Disequilibri dinamici e geopolitiche della comunicazione

21 Ottobre 2019 di Edoardo Tabasso Lascia un commento

Per Larry Diamond, autore e curatore del libro Authoritarianism goes global?, c’è una politica delle potenze non democratiche, fatta di investimenti, aiuti, media nuovi e tradizionali, organizzazioni non governative attraverso cui i nuovi totalitarismi guidano l’assalto alle democrazie. Uno strumento particolarmente efficace sembra essere quello di organizzazioni non governative filo-regimi autoritari che contrastano o affiancano le versioni delle Ong occidentali attraverso operazioni di contro-propaganda.

Ai tempi della Rete hard e soft power trovano una rinnovata ibridazione nel termine sharp power, termine coniato nel 2017 dal National Endowment for Democracy per descrivere una strategia politica e comunicativa in grado «perforare, penetrare gli ambienti politici e informativi dei paesi presi di mira». Sharp power come capacità di uno Stato di attrarre a sé altri Stati e altre opinioni pubbliche verso le sue politiche e i suoi valori. E questo è l’aspetto più interessante, e allo stesso tempo più sfidante, del nuovo rapporto tra autoritarismi, capitalismo e democrazie liberali. La sfida al pluralismo e alle libertà individuali è diventata più efficace e subdola, complice anche la debolezza strutturale delle democrazie occidentali nell’organizzare il proprio consenso domestico e le proprie strategie militari esterne.

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Primato della politica e superficialità comunicativa

15 Novembre 2018 di Edoardo Tabasso Lascia un commento

Viviamo un’epoca di densità informativa, assaliti e assillati da informazioni e contenuti di ogni tipo.

Se le fonti si sono moltiplicate, la credibilità e la reputazione non sono garantite. Anzi sempre più si creano climi di sospetti trasversali che minacciano la fiducia dei cittadini, sempre più sviliti perché in troppe occasioni non possiedono strumenti adeguati per orientarsi, selezionare e adottare capaci di distinguere il vero dal verosimile.

In uno scenario nel quale la selezione delle questioni da porre all’attenzione delle opinioni pubbliche non è come in passato decisa da esperti e, sempre più, attraverso la Rete prodotta dal basso, per mezzo di criteri di popolarità, ad esempio il numero di like o al tenore dei commenti espressi sui social network. E dove si rischia di smarrire la percezione di ciò che è veramente importante e la capacità di rispondere in modo efficace ai problemi. E si esaspera la disinformazione, la deliberata creazione di notizie false per scopi politici o commerciali, e la misinformazione, la diffusione volontaria involontaria di informazioni false. [Leggi di più…]

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    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: Unione Europea, geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

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