La recente sconfitta di Victor Orbán e la vittoria dello sfidante Péter Magyar pongono due questioni: l’Ungheria è un autoritarismo elettorale? Ma soprattutto, cosa sarebbe questo autoritarismo elettorale? Non intendo difendere una certa visione della società, quale quella portata avanti da Orbán nel suo lungo dominio politico, ma discutere se il suo governo retrospettivamente possa dirsi responsabile nel senso minimo di un potere che periodicamente si sottopone alla competizione elettorale. [Leggi di più…]
Il riformismo italiano e il masochismo referendario
Dopo questi continui fallimenti della ‘strategia referendaria’, viene da chiedersi perché in Italia si tengano così tante ‘consultazioni popolari’. Siamo infatti la terza democrazia referendaria al mondo, dopo la Svizzera e la California. Tuttavia, se si consideri che dal 1946 ad oggi in Italia si sono svolti 83 referendum, dei quali 77 abrogativi, uno istituzionale (quello del 1946 per la repubblica o la monarchia), uno di indirizzo (quello del 1989, sul conferimento del mandato costituente del Parlamento Europeo) e cinque costituzionali (2001, 2006, 2016, 2020, 2026), il loro success rate è molto basso. [Leggi di più…]
Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’
In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere – come scriveva Sun Tzu ne L’arte della guerra – che «la guerra è il compito più importante che uno Stato possa intraprendere, la base sulla quale si decide la vita o la morte del paese». [Leggi di più…]
Il ‘Backsliding’ democratico e l’orda delle destre
Parlando al congresso del PSE, Elly Schlein ha formulato queste precise parole: «La democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l’estrema destra è al governo». ‘Mettere a rischio’ è una frase abbastanza vaga da suscitare reazioni contrariate. Se dico a un amico ‘Stai mettendo a rischio la nostra amicizia’, la sua reazione più probabile sarà: ‘Ma cosa vuoi dire, scusa, cosa avrei fatto?’. [Leggi di più…]
«We’ll make a Big Deal»
Non possiamo sapere se un giorno il primo trentennio del XXI secolo sarà ricordato come l’Età dei Grandi Accordi. Una prima volta – a mia memoria – abbiamo sentito parlare di un miracoloso deal da Donald Trump, nel gennaio del 2017, quando questi emanò un ordine esecutivo per il ritiro degli USA dal Partenariato Trans-Pacifico e ridiscusse il trattato NAFTA. [Leggi di più…]
Sovversivi e comunisti a Ventotene
«La caduta dei regimi totalitari significherà sentimentalmente per interi popoli l’avvento della ‘libertà’; sarà scomparso ogni freno, ed automaticamente regneranno amplissime libertà di parola e di associazione. Sarà il trionfo delle tendenze democratiche». Sono parole di Silvio Berlusconi? Oppure di Volodymyr Zelenskyj? [Leggi di più…]
Giuristi fondamentalisti e riforma della giustizia
Decenni fa, da studente, rimasi colpito dall’insegnamento di due studiosi che hanno edificato scuole nell’ambito degli studi giuridici. Avevo letto avidamente L’interpretazione della legge di Giovanni Tarello, che in conclusione presenta quindici argomentazioni per interpretare una legge e quindi applicarla, se del caso. [Leggi di più…]