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Un Presidente non si giudica dall’elezione

31 Gennaio 2022 di Giuseppe Ieraci Lascia un commento

Secondo Francesco De Gregori, un calciatore non si giudica da un calcio di rigore. Un Presidente si giudica dalla sua elezione? Il punto è capire se l’elezione diretta ‘popolare’ del Presidente, di questo stiamo parlando, incida sulle relazioni istituzionali. Oggi, all’indomani delle votazioni per il settennato 2022-2029, ha un senso discuterne, visto che qualcuno sbrigativamente l’ha suggerita per l’Italia, in ragione della trasformazione del suo ruolo nella prassi politica degli ultimi decenni. (Di questo ci siamo già occupati in Paradoxaforum, De facto o de jure, siamo una repubblica semipresidenziale? 25.11.2021).

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De facto o de jure, siamo una repubblica semipresidenziale?

25 Novembre 2021 di Giuseppe Ieraci Lascia un commento

Prima che parta l’ennesimo tentativo di modificare la nostra forma di governo per le vie previste (ex art. 138 della Costituzione italiana) e probabilmente convinto che tanto ne uscirebbe fuori il solito topolino (niente), Giancarlo Giorgetti ha recentemente proposto una scorciatoia, scommettendo a breve su «un semipresidenzialismo de facto in cui il presidente allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole». L’obiettivo immediato sarebbe quello di rinnovare (o prorogare?) il mandato di Mattarella, oppure (e successivamente?) d’insediare Draghi al Quirinale.

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The boots on the ground, ovvero esportare la democrazia

27 Settembre 2021 di Giuseppe Ieraci 1 commento

Politologi, storici, sociologi, antropologi hanno spesso sostenuto la tesi che la democrazia non sia un regime facilmente impiantabile e replicabile a piacimento. Sabino Cassese però continua a ritenerla sbagliata e la definisce una «versione estremistica della democrazia» (I diritti universali, «Corriere della Sera», 22 agosto 2021). Ci sono due aspetti nel ragionamento di Cassese che meritano attenzione, uno è esplicito e poggia per la verità su basi deboli: si tratta dell’argomento che, siccome ci sarebbe il riconoscimento del diritto alla democrazia, allora si deve fare il possibile per diffonderla nel mondo, soccorrere i popoli che l’invocano. L’altro argomento è implicito, più sottile, e se opportunamente sviluppato non privo – secondo me – di qualche giustificazione etica e filosofica, forse anche di qualche fondamento positivo. [Leggi di più…]

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La rete organizzativa e l’insostenibile leggerezza di un leader. Giuseppe Conte e il MoVimento

13 Settembre 2021 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

Difficilmente avremmo scommesso su Giuseppe Conte quando il 29 giugno scorso Beppe Grillo, all’apice della crisi interna del MoVimento sulla questione del nuovo Statuto, scrisse nel suo blog: «Conte, mi dispiace, non potrà risolvere i problemi perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione.» Più chiaro di così: nessuna visione politica, nessuna spinta innovativa, nessuna capacità di gestione organizzativa. Insomma, un non-leader. [Leggi di più…]

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Perché non ha ‘senso’ la vendetta

26 Luglio 2021 di Giuseppe Ieraci 1 commento

Con il suo solito acuto gusto per la provocazione, Dino Cofrancesco giorni fa ha argomentato un Elogio della vendetta (24 Giugno 2021), che non si può non leggere se non con piacere e ammirazione, ma che qualche domanda la suscita.

Cofrancesco cita a chiusura un comune amico e maestro, Mario Stoppino, che avrebbe sostenuto il recupero del «valore morale (ed estetico) della vendetta». Intuisco – forse sbagliando – che questa affermazione di Stoppino si collegava alla sua concezione di una terza etica (accanto alle due weberiane della responsabilità e della coscienza), l’etica del destino. Non è facilissimo dire qui cosa intendesse Stoppino con il concetto di «etica del destino», visto che il nostro disgraziatamente non ha lasciato molti scritti, tuttavia non credo di sbagliare riportando che tale etica rinvia ad una concezione assiale della società, nella quale gli individui occupano posizioni prestabilite e immutabili nell’ordine sociale. Così, qualsiasi evento loro capiti, questo stesso è interpretato come ‘giusto’ e ‘dovuto’ in base a quell’ordine sociale immutabile.

Quindi, eventualmente, anche essere ammazzati per vendetta da qualcuno che per ordine e gerarchia ha il diritto/dovere di farlo se abbiamo trasgredito. Si tratterebbe di una concezione estranea all’achieving societies della contemporaneità e più tipica, appunto, delle società assiali e anche di quelle medievali pre-moderne. [Leggi di più…]

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    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?, Trump

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

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    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

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