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Madri, oggi. Per una dotta ignoranza

16 Ottobre 2017 di Laura Paoletti Lascia un commento

[Editoriale da «Paradoxa» 3/2017, Madri, oggi, a cura di Luisella Battaglia]

 

Ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa

dentro il seno d’una donna incinta

(Qo 11,5)

 

Il problema è tutto nel plurale. Se si potesse intendere il termine ‘madri’ come una semplice iterazione sul piano quantitativo, come clonazione di una nozione solidamente definita, sarebbe tutto decisamente più semplice: ogni singola madre empirica sarebbe – per ricorrere ad una metafora musicale – una variazione sul tema, sull’unico tema della Madre archetipica, e basterebbe un po’ di orecchio per cogliere l’eventuale nota stonata che trasforma la variazione in un altro tema o, peggio, in una stecca: questo è ‘maternità’, questo no; fin qui sì, oltre no. [Leggi di più…]

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Quando si è vecchi?

10 Luglio 2017 di Laura Paoletti 1 commento

Non si sfugge al fare i conti con l’età, intesa non soltanto in senso biologico, ma anche come insieme di circostanze e di esperienze. L’età anagrafica è assunta da ciascuno in modi radicalmente diversi di vedere il mondo e quindi vivere e operare in esso.

Il ventaglio dei modi di assumere la propria età, dall’infanzia alla vecchiaia, si allarga progressivamente fino ad un certo punto, per poi tornare a restringersi, anche se non del tutto. Da un lato, la giovinezza sembra essere contrassegnata dal carattere della potenzialità, dall’altro, nel vecchio, da quello della ricchezza acquisita. Caratteri, peraltro, che non possono escludersi a vicenda, pena il divenire entrambi un’astrazione. L’acquisto non è reale se non contiene in sé il momento dinamico dell’acquisizione e il potenziale rimane velleitario se la potenzialità non passa all’atto. I due momenti, possibilità aperta e realtà acquisita, devono quindi compenetrarsi, senza confondersi, ma conservando un equilibrio che varia col tempo. [Leggi di più…]

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Letture e lettori facili e difficili

19 Giugno 2017 di Laura Paoletti Lascia un commento

[Editoriale da «Paradoxa» 2/2017, Le società (in)civili, a cura di Gianfranco Pasquino]

Questo fascicolo si offre a due livelli di lettura; ma forse anche a due letture e infine persino a due lettori di tipo diverso: per questo è bene fare chiarezza.

Il primo livello, più immediato, è quello di un’ampia ricognizione, che si fa denuncia circostanziata, di sacche di inciviltà: quelle sacche che si creano quando la società (in prima battuta) civile si ripiega su se stessa, frantumandosi in gruppi e comportamenti autoreferenziali che di civile hanno ben poco. Il passo dalla legittima tutela di un’identità, professionale o di altro genere, a quella degenerazione che felicemente il Curatore definisce «corporativismo amorale» è purtroppo breve: lo dimostra la variegata fenomenologia dell’inciviltà qui proposta, che spazia da categorie più ovvie (i politici, per esempio) a quelle assai meno scontate in questo contesto( le associazioni femministe, per esempio). [Leggi di più…]

Archiviato in: Interventi Etichettato con: società civile, bridging, bonding, linking, stefano zamagni, capitale civile, capitale sociale

Scienza aperta, problemi aperti

4 Maggio 2017 di Laura Paoletti 1 commento

Fingere oggi, nell’epoca di Internet, che non esista una questione dell’open access sarebbe come continuare ad investire sulla formazione degli amanuensi nell’epoca di Gutenberg: un clamoroso, poco lungimirante, drammaticamente anacronistico spreco di risorse. Ovvero proprio quel che per lo più accade.

Per molti, anche tra gli addetti ai lavori, l’open access – poco importa a cosa o per chi, purché lo si dica in inglese – è un’espressione vagamente suggestiva più che un insieme preciso e tecnico di temi e problemi che investono la pratica della scienza. Questo fascicolo, frutto di una collaborazione con il CNR, non soltanto aiuta ad orientarsi in questo territorio largamente inesplorato, ma mette impietosamente il lettore di fronte al prezzo che la ricerca sta pagando per il ritardo nel prendere atto che il medium in cui si muove la conoscenza è profondamente mutato. [Leggi di più…]

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Giovanni Sartori. Tracce dell’uomo.

10 Aprile 2017 di Laura Paoletti 1 commento

Caro Vanni,

ti ho conosciuto personalmente solo alcuni anni fa. Dunque, nella fase declinante della tua vita.

Ricordo perfettamente il primo incontro nella casa di Via Montoro che avrei frequentato. Fui condotta in visita da te senza nessun preavviso e, come primo moto, da gentleman uso alle maniere garbate con le signore, accennasti al disappunto dell’esserti presentato in vestaglia. Eri, comunque, elegantissimo, con squisite pantofole Gucci ai piedi.

La tua ironia, più spesso il tuo sarcasmo, non mi intimorirono mai. Da toscana come te, ne coglievo sino in fondo la finezza e ne ravvisavo, più che una semplice attitudine, una sorta di radicale modo di stare al mondo. Un modo che può farti male quando ne sei il bersaglio, ma che bandisce la noia. [Leggi di più…]

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