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Abitare la Terra. Paradigmi etici

30 Maggio 2019 di Luisella Battaglia 1 commento

Quali prospettive ci si aprono per evitare la ‘sesta estinzione di massa’ prefigurata dal primo rapporto sulla biodiversità dell’Onu? Per rispondere dovremmo chiederci innanzitutto in quanti e quali modi l’uomo ha abitato la Terra. Se volessimo delinearli in una rapidissima sintesi potremmo partire da quello che può considerarsi il primo modello, l’espansionismo illimitato, cui corrisponde una cultura del dominio umano sulla natura caratterizzato da: una forte enfasi sul valore di trasformazione fisica del mondo naturale, dal mito dell’abbondanza, ovvero l’idea dell’illimitatezza delle risorse naturali, da una rappresentazione dell’ambiente nei termini del suo ‘valore d’uso’ per gli esseri umani, accompagnata da una programmazione di breve periodo (non si considerano gli interessi delle generazioni future e delle altre specie). [Leggi di più…]

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La vittoria di Alessio e di uno stato civile. A proposito di disforia sessuale

14 Marzo 2019 di Luisella Battaglia 1 commento

La sentenza del tribunale di Genova che ha consentito ad una diciassettenne – Alessia – di cambiare sesso e diventare per l’anagrafe Alessio, sottoponendosi a un intervento chirurgico, sostenuto economicamente dallo stato, al fine di assicurarne il benessere psico-fisico è di notevole significato civile. Siamo dinanzi a un caso palese di disforia sessuale, cioè ad un disturbo della differenziazione sessuale che comporta uno sviluppo disarmonico delle diverse componenti del sesso biologico che può condizionare anche la strutturazione dell’identità sessuale e l’assunzione del ruolo di genere. Ogni intervento medico deve pertanto avere come obiettivo quello di armonizzare elementi di disarmonia sul piano fisico-psichico e sociale ed essere guidato dal principio del miglior interesse del minore, il che prevede un adeguato sostegno psicologico anche della famiglia e una consulenza appropriata da parte di un’équipe multidisciplinare al fine, auspicabilmente, di operare una scelta condivisa.

Nella sentenza si affronta, quindi, una questione di estrema delicatezza in quanto si pone al centro della riflessione una serie di elementi di particolare rilievo etico e giuridico. Proviamo brevemente ad elencarli: l’identità sessuale del minore nelle diverse componenti, fisica, psichica e sociale; le complesse decisioni di intervento sul suo corpo e sulla sua psiche da parte del medico; le modalità di consulenza ai genitori e allo stesso minore quando ha raggiunto un sufficiente grado di consapevolezza; le implicazioni personali, sociali e giuridiche per il soggetto.

La sentenza ha il merito di tener conto di tutti questi aspetti. Innanzitutto pone del tutto opportunamente al centro l’equilibrio psico-fisico del minore, citando documenti clinici precisi e dettagliati relativi alle problematiche psico-sessuali che hanno accompagnato il suo percorso fin dall’infanzia, sottolineando, inoltre, come la richiesta sia stata presentata dai genitori con la consulenza di un legale, tenendo imprescindibilmente conto della volontà del soggetto, e certificando il rispetto delle leggi italiane, della costituzione e della Corte dei diritti fondamentali della U.E. sul consenso informato che deve nascere da una consulenza adeguata che offra informazioni complete ai genitori e al minore. Basti ricordare, su quest’ultimo punto, che la Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina (1997) prevede la necessità di tener conto, insieme con l’età e la maturazione, della volontà del minore. Anche se formalmente l’espressione della volontà spetta ai genitori che ne hanno legale responsabilità, il consenso sostanziale del minore – che è il soggetto centrale del rapporto terapeutico – va ricercato e adeguatamente sostenuto. Oggi, alla luce della recente evoluzione delle conoscenze scientifiche, il quadro di identificazione dei disturbi della differenziazione sessuale appare estremamente composito, data la crescente consapevolezza che la sessualità di una persona non è riducibile a un solo aspetto ma ha componenti fisiche e psichiche di assoluto rilievo. Di fronte a tale complessità, un documento del Comitato Nazionale per la bioetica, I disturbi della differenziazione sessuale nei minori: aspetti bioetici (2010) raccomanda l’incentivazione delle ricerche in tale settore, il rispetto del principio di equità nell’accesso alle più avanzate metodiche diagnostiche e terapeutiche e la promozione della formazione del personale sanitario che sappia, oltre alle competenze scientifiche e tecniche, porre una specifica attenzione alla dimensione psicologica nei confronti del paziente e della famiglia. A leggere la storia di Alessio, una storia caratterizzata da attenzione, rispetto, accoglienza da parte dei genitori, dei compagni di scuola, dei professori, degli amici, un passo importante in questa direzione sembra davvero compiuto. 

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Il caso Alfie Gard. Al di là dell’accanimento terapeutico

25 Giugno 2018 di Luisella Battaglia Lascia un commento

Il caso del piccolo Alfie Evans non può non riproporre alla nostra memoria la vicenda dolorosa di Charlie Gard. Diverse, certo – occorre sottolinearlo – le due condizioni: Charlie era affetto da una rarissima malattia che poteva essere aperta ad una terapia sperimentale, seppure dall’esito incerto, mentre per Alfie mancava una diagnosi clinicamente certa, dal momento che non si conosceva la causa della sua patologia. E, tuttavia, le domande che ci poniamo per entrambi sollevano ancora una volta i massimi problemi della bioetica: il conflitto tra sacralità e qualità della vita, i rapporti controversi tra morale e medicina, la relazione complessa tra etica e diritto. Chi può stabilire i limiti di una cura? Qual è il potere degli ospedali sui pazienti? Quali i diritti dei genitori? Siamo tutti d’accordo sul rifiuto dell’accanimento terapeutico, da intendersi come «l’ostinazione in trattamenti da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità di vita» – e su questa base si è varata la recente legge sul biotestamento con una significativa convergenza tra differenti tradizioni morali, sia religiose che laiche – ma i due casi costituiscono un esempio emblematico di come il principio del rifiuto, nella sua applicazione a casi concreti, possa dar luogo a conflitti insanabili oltre che, come vedremo, a nuove forme di accanimento. [Leggi di più…]

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Donne e politica. Per una democrazia della cura

16 Aprile 2018 di Luisella Battaglia Lascia un commento

Si è più volte segnalata la difficoltà, da parte delle donne, di un approccio alla politica che sia coerente con l’attuazione piena della democrazia e, quindi, con l’effettiva realizzazione di quell’eguaglianza di genere che, pure, è solennemente proclamata nelle legislazioni nazionali e internazionali. Il femminismo, fin dalle sue origini, ha generato un’immensa speranza di cambiamento, a partire dalla denuncia delle regole politiche patriarcali e delle promesse tradite della democrazia rappresentativa, e tuttavia, se il punto di partenza è stato l’esclusione delle donne dal potere, l’obiettivo finale non ha riguardato semplicemente la loro inclusione nella sfera pubblica.

 Oggi che sembra disegnarsi, nel nostro paese, la mappa di un nuovo potere femminile – v. la crescita del numero di ministre, di deputate e di senatrici, oltre che delle manager nominate ai vertici di importanti società – occorrerebbe chiedersi se tale mappa documenti una vera svolta e rappresenti una risposta efficace al gender gap. Si è più volte segnalato il rischio di un’omologazione strisciante rispetto a chi ha detenuto il potere per secoli, assorbendo quindi i difetti dei vertici tradizionali o uniformandosi alla preesistente classe dirigente, anziché rompere gli schemi organizzativi, cambiare il linguaggio, introdurre un’identità e un’energia proprie. È il paradosso di un potere maschile che si rigenera grazie al cambio di genere… Ma occorre ricordare anche il rischio di una polarizzazione che vede, da un lato, nella fascia alta, donne che conquistano posizioni apicali tradizionalmente maschili e, nella fascia media, un complessivo peggioramento delle condizioni della vita quotidiana, a partire proprio da quei diritti che sembravano acquisiti, dai congedi per maternità alla parità salariale. Insomma, uomini e donne sembrano vivere ancora in mondi diversi l’accesso ai quali è mediato da ben diverse opportunità. [Leggi di più…]

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Tra maccartismo sessuale e femministe gaudenti: il problema è riconoscere le pratiche di umiliazione

1 Febbraio 2018 di Luisella Battaglia Lascia un commento

«Lo stupro è un crimine. Ma rimorchiare in maniera insistente o imbarazzante non è un delitto né la galanteria un’aggressione machista».

La Lettera contro il nuovo puritanesimo sottoscritta da Catherine Deneuve e da 100 donne famose sta provocando, come era facile prevedere, le reazioni più disparate, dall’indignazione al consenso. Ma, al di là di questo, un suo non piccolo merito è di contribuire a illuminare quella zona grigia che l’ondata mediatica suscitata dal caso Weinstein aveva offuscato, cancellando di fatto le distinzioni tra avances e molestie, tra molestie e violenza, tra violenza e stupro e, quindi, tra comportamenti moralmente riprovevoli e atti penalmente rilevanti. [Leggi di più…]

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Il diritto di morire. In favore del testamento biologico

16 Febbraio 2017 di Luisella Battaglia 5 commenti

Chi è in cerca di una buona legge sul fine vita che cosa può aspettarsi oggi nel nostro paese? Una legge seria e civile o un nuovo esempio di legislazione ideologica, sul modello della legge 40 sulla procreazione assistita?   A breve dovrebbe arrivare nell’aula di Montecitorio – l’appuntamento era inizialmente previsto per il 30 gennaio – il testo unificato sul testamento biologico in discussione alla Commissione Affari Sociali, frutto di un lungo lavoro di mediazione su quindici diverse proposte. È facile prevedere una bagarre tra i partiti (ben 2.800 gli emendamenti presentati!) e una spaccatura nella maggioranza. Ci troviamo dinanzi, ancora una volta, a dure prese di posizione che intendono escludere il valore vincolante del testamento biologico e la possibilità di rinunciare a trattamenti come l’alimentazione e l’idratazione forzata, cercando di imporre un punto di vista che mortifica la libertà delle persone, negando di fatto il loro diritto all’autodeterminazione e, nel contempo, ignorando le indicazioni del mondo scientifico. [Leggi di più…]

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    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

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    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

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    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

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