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Politica e danari: per il sindaco si raddoppia ma nessuno lo dice

6 Giugno 2022 di Pino Pisicchio Lascia un commento

La nebulosa del populismo ha depositato le sue sostanze tossiche dappertutto nel nostro ordinamento, presumendo di assecondare, non di guidare verso obiettivi compatibili con l’evoluzione del sistema – come si converrebbe per una democrazia matura – gli istinti e gli umori del popolo. Un capolavoro di questo genere di prodotti fu l’abolizione di ogni risorsa pubblica destinata ai partiti, scelta che ha sancito la definitiva consegna della politica nelle mani di finanziatori privati, più o meno occulti, affermando, peraltro, la tendenza cesaristica in atto da qualche decennio nel sistema dei partiti. Del resto nel nostro paese il rapporto ‘danari-politica’ ha rappresentato da sempre un argomento spinoso, circonfuso di sospetto, dove l’inversione dell’onere della prova rappresenta la regola. Si pensi, ad esempio, a quella scia velenosa lasciata nell’immaginario degli italiani dal trattamento – economico e non – riservato parlamentare, il ‘politico’ per antonomasia. [Leggi di più…]

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Dante e l’Italiano sprecato

14 Marzo 2022 di Pino Pisicchio Lascia un commento

Abbiamo appena alle spalle l’anno delle celebrazioni dedicate a Dante con un bilancio che pende dalla parte del ‘dovere della memoria’ piuttosto che dell’occasione afferrata. Una dose omeopatica di liturgie, il solito attor-comico declamatore, l’adempimento della presenza televisiva nelle reti pubbliche e para-pubbliche come dovere contrattuale e in più qualche fortunata uscita editoriale di autori che strizzavano l’occhio a liceali in pensione, hanno esaurito l’offerta del settecentesimo dalla morte del genio che inventò la lingua italiana.

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Conformisti, tattici e qualche eroe. Una storia di 90 anni fa

22 Luglio 2021 di Pino Pisicchio 1 commento

Siamo in estate e la calura, esagerata e malsana perché qualcosa si sarà rotto definitivamente nelle meteorologie, spinge la mente verso il disimpegno e il piede verso l’ammollo. Persino i galatei delle ricorrenze sono rimossi e la dimenticanza appare un utile rimedio ai nostri giorni difficili (e non solo per il clima). Vorremmo, però, raccontare di un episodio accaduto novant’anni fa, nell’estate del 1931, che forse dice cose utili per capire il senso di alcune parole, come conformismo, astuzia ed eroismo, nello spirito pubblico degli italiani. Di 90 anni fa, certamente. Ma forse anche di oggi: i geni non si disperdono.

Dunque la Gazzetta Ufficiale del 28 agosto del 1931 pubblicò il regio decreto n. 1227 che all’articolo 18 obbligava i docenti universitari a giurare devozione «alla Patria e al Regime Fascista». Di fronte all’ineluttabile esito del licenziamento nel caso di rifiuto, giurarono quasi tutti. Si chiamarono fuori meno di venti su 1225 professori ordinari. In realtà il numero esatto fluttua tra 12 e 18 perché alcuni tra coloro che si rifiutarono non lo fecero con una espressione formale, ma adottando modalità indirette, come il pre-pensionamento (Vittorio Emanuele Orlando), o la permanenza o l’esilio in università straniere dove erano presenti per ragioni accademiche (Borgese, Sraffa).

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Virtuosismi fiscali

21 Giugno 2021 di Pino Pisicchio 6 commenti

L’antropologia culturale non ha ancora conosciuto, in qualsivoglia latitudine del globo terracqueo, gruppi di umani che si caratterizzino per versare all’erario i loro oboli fiscali con entusiasmo e larghi sorrisi sulla faccia. Non è così nei paesi invasi dal sole né in quelli circondati da boschi e tundre, nei quadranti infreddoliti del mondo e in quelli temperati dove la primavera è perpetua e tutti si sentono più buoni. Come l’Italia (…). Stesso sentiment dappertutto, dunque, nel Mediterraneo e nella mitologica (fiscalmente parlando) Scandinavia.

Il perché si spiega con un po’ di psicologia da strada: ogni essere umano, messo davanti alla scelta se gli faccia più dispiacere vedersi sottrarre cento euro che ha già in tasca piuttosto che rinunciare ai soldoni che arriveranno ma che fisicamente ancora non ci sono, non avrà dubbi nel dichiarare la sua massima sofferenza per il distacco da ciò che è già suo. Per questo le tasse sono istintualmente viste male, come un prelievo a tradimento di ciò che è nostro e ci viene sottratto con la forza dall’autorità statale, che le esige come pagamento delle sue prestazioni.

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Lo strano caso del Movimento Cinque Stelle in Parlamento

29 Aprile 2021 di Pino Pisicchio Lascia un commento

La storia parlamentare italiana rappresenta un unicum nel panorama europeo quanto ad irrequietezza dei componenti le assemblee di Camera e Senato, tanto da alimentare non solo una vasta letteratura scientifica sull’argomento, ma addirittura rubriche gettonatissime su riviste e siti specializzati che mensilmente registrano, in un report annunciato con titoli da tabloid, l’andamento dei ‘cambi di casacca’.

Il fenomeno ha, com’è noto, molte ragioni, nobili e meno, ma tutte illustrate dallo stato comatoso dei partiti politici (combinato con leggi elettorali di ispirazione cooptativa e con l’uso improprio del divieto costituzionale del mandato imperativo), destinati all’inarrestabile décalage che negli ultimi anni ha prodotto cifre da patologia davvero impegnativa: 261 cambi di gruppo nella 16ma legislatura, 566 nella passata e 216 in questa, che ha superato da poco metà percorso. [Leggi di più…]

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Comunicare sicuramente. Mangiare, forse

8 Febbraio 2021 di Pino Pisicchio Lascia un commento

Sono reperibili i dati di sintesi dello stato di salute nel mondo, desumibile dalle cifre dello scorso anno, che non sono state molto incoraggianti. Un libretto svelto e completo lo pubblica ogni anno l’Economist – Pocket World in Figures – distribuito in Italia dalla rivista «Internazionale» (con il titolo: Il mondo in cifre). È una lettura interessante e rivelatrice di tendenze insospettabili, se si incrociano gli indicatori giusti.

Il 2020, naturalmente, è stato quel che è stato dal punto di vista sanitario e, a cascata, economico, sociale, culturale, demografico. Ma se avviciniamo la lente ad alcuni indici, come il PIL pro-capite, e li confrontiamo con quelli, per esempio, della diffusione dei telefoni cellulari nel mondo globale, ci troviamo di fronte a risultati che inducono a riflessione. [Leggi di più…]

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Le idi di Trump

7 Gennaio 2021 di Pino Pisicchio Lascia un commento

Chissà perché quelle sconvolgenti immagini dell’assalto al Congresso americano che l’impietosa tecnologia della comunicazione ci butta in faccia così come arrivavano dai telefonini dei presenti (togliendo una gerarchia agli episodi ritratti, ma aggiungendo ansia alla narrazione) non mi hanno fatto pensare a una delle innumerevoli fiction hollywoodiane che raccontano l’assalto a Capitol Hill o alla Casa Bianca. Il pensiero, invece, è andato ad Antonio Tejero Molina, un modesto tenente colonnello della Guardia Civil spagnola con la monomania dei colpi di stato che, il 23 febbraio del 1981, esattamente 40 anni fa, prese d’assalto con un manipolo di duecento fedeli e la pistola in pugno, il Congreso de los Diputados, sequestrando i parlamentari che stavano procedendo all’investitura del nuovo capo del Governo Leopoldo Calvo-Sotelo. [Leggi di più…]

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    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

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    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

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    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

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