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Ripensare il quadro di Rubens «Le conseguenze della guerra»

26 Ottobre 2020 di Raffaella Gherardi 1 commento

Immagini e suggestioni fra passato e presente

Mentre sta divampando in Europa la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), Peter Paul Rubens, che ne è testimone in prima persona, dà vita, attraverso il suo grande quadro dal titolo Le conseguenze della guerra, a una delle più potenti e magistrali rappresentazioni del dramma che tutta l’Europa sta vivendo, con i milioni di morti che la guerra in atto lascia sul campo, insieme con le altrettanto numerose vittime delle epidemie e delle carestie che la guerra stessa ha innescato e contribuito a far divampare e a diffondere senza alcun argine.

Successivamente, gli storici saranno concordi nel giudicare la Guerra dei Trent’anni come la guerra più lunga e distruttiva della storia dell’Europa moderna, prima delle due guerre mondiali, e anzi qualcuno si spingerà addirittura, (al di là delle ovvie, radicali differenze degli armamenti rispettivamente in causa nell’una e nelle altre), ad azzardare un paragone con queste ultime quanto ai deflagranti effetti a ogni livello dell’una e delle altre sull’intero ordine politico e sociale, che ne risulterà squassato alle fondamenta. [Leggi di più…]

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La politica ai tempi delle epidemie: una lezione dal passato?

26 Marzo 2020 di Raffaella Gherardi 2 commenti

Nel centro del Graben a Vienna, a pochi passi dalla cattedrale di Santo Stefano, si erge la monumentale colonna votiva della peste (Pestsȁule), patrocinata e finanziata dall’Imperatore Leopoldo I, assegnandone l’incarico della progettazione ed esecuzione a maestri sommi dell’arte barocca.

La spaventosa peste del 1679 (nella sola Vienna morirono più di 75.000 persone) aveva segnato il punto di avvio della realizzazione di tale grande impresa scultorea, effettivamente completata e inaugurata soltanto parecchi anni dopo (1693).

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Ripensare l’umanesimo? Elementi per una riflessione politica seria

3 Febbraio 2020 di Raffaella Gherardi 1 commento

A uno dei più grandi scrittori del secolo scorso, Romain Gary (1914 -1980), va il merito di aver colto, con largo anticipo rispetto a molte analisi attuali, alcuni dei più importanti problemi della politica contemporanea e di aver insieme sottolineato l’improponibilità di ogni ricetta semplificatrice /consolatoria per farvi fronte in modo adeguato.

Fin dai suoi due primi romanzi, destinati a decretarne il successo sulla scena internazionale, Educazione europea (1945) e Le radici del cielo (1956), Gary pone l’accento, rispettivamente, sottolineandone la complicazione, anche su temi politici chiave quali la costruzione dell’Europa (una volta che la tragedia della seconda guerra mondiale avrà termine) e la salvaguardia dell’ambiente, la cui distruzione, su scala planetaria gli appare il problema per eccellenza della politica di un presente/futuro già drammaticamente in atto.

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    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

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    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

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    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

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