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La sfida per tornare in presenza

24 Settembre 2020 di Roberto Mordacci 1 commento

Tutte le università sono impegnate nella ripresa delle attività didattiche condizionate dall’epidemia, dalle misure di sicurezza e, soprattutto, dall’opzione fra didattica in presenza e a distanza. Non si tratta di un aut-aut: in molti casi sarà adottata una didattica mista, in cui gli insegnamenti sono tenuti in parte in aula, in parte online.

Le lezioni in presenza richiedono una rivoluzione logistica: nuove aule, distanziamento sociale, orari estesi, tempi di sanificazione. Pochissime università riescono a garantire la presenza a lezione di tutti gli studenti: la capienza delle aule è ridotta in media del 30% e le sale già sovraffollate degli atenei italiani si sono ulteriormente ristrette. [Leggi di più…]

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Una visione. Addirittura un’utopia

22 Novembre 2018 di Roberto Mordacci 2 commenti

[a partire da una relazione tenuta dall’Autore a «Il tempo delle donne» – La felicità, adesso, 9 settembre 2018]

  1. «Ha navigato, certo, ma non come Palinuro, bensì come Ulisse; anzi, come Platone». Così Pietro Giles presenta a Tommaso Moro il viaggiatore Raffaele Itlodeo, colui che è stato a Utopia ed è tornato per raccontarcela. Non come Palinuro, il nocchiero di Enea che, vinto dal sonno instillatogli da Venere, precipita in mare. Non come Ulisse, che vaga per dieci anni, vive avventure meravigliose e torna a casa per accorgersi che è occupata dai Feaci. Bensì come Platone, che quando viaggia per mare non gli va molto bene (vedi la disavventura con il tiranno Dionisio), ma quando naviga con il pensiero compie una prima e poi una seconda navigazione, si inventa la metafisica e fonda la repubblica ideale. Però, a dirla tutta, non vorrei navigare nemmeno come Platone, bensì proprio come Tommaso Moro, che raccoglie da Itlodeo (letteralmente ‘Il chiacchierone’) la descrizione di Utopia e ne fa un manifesto politico visionario, apparentemente folle ma in fondo estremamente ragionevole, animato dallo spirito dell’umanesimo rinascimentale e da un realismo non rinunciatario. [Leggi di più…]

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Dall’opinione pubblica alla post-verità: la dialettica del post-moderno

27 Febbraio 2017 di Roberto Mordacci 1 commento

Nell’edizione del 1781, l’Oxford Dictionary registra per la prima volta l’ingresso nel linguaggio comune dell’espressione public opinion. Con essa ci si riferisce, come negli analoghi contemporanei opinion publique francese e öffentliche Meinung tedesco, all’opinione di un pubblico colto e criticamente avvertito, pronto a far valere il proprio peso nella discussione sulle scelte dei governanti e sui problemi sociali emergenti. Come scrive Edmund Burke in quegli anni, «In un paese libero, ogni uomo pensa di avere interesse a tutte le questioni pubbliche, di avere il diritto di formarsi e manifestare un’opinione su di esse. Egli le filtra, le esamina e le discute. È curioso, appassionato, attento e geloso; e, facendo di queste questioni il soggetto quotidiano del loro pensiero e delle loro scoperte, molti raggiungono una tollerabile conoscenza di sé e alcuni ne raggiungono una ragguardevole» (Burke’s Politics , New York 1949, p. 106).

[Leggi di più…]

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    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

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    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: Unione Europea, geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

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