Paradoxaforum

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
Ti trovi qui: Home / Interventi / Biancaneve e LGBTQ

Biancaneve e LGBTQ

24 Maggio 2021 di Raul Gabriel 1 commento

La contemporaneità sembra voler profilare a tutti i costi un nuovo modello sociale: quello della nuova bigotteria politicamente corretta. Processo che accentuerà i conflitti veri, non quelli recitati dall’opportunista di turno, pronto a salire sul carro del luogo comune senza pagare il biglietto della compromissione personale, per acquisire una visibilità dentro la quale non sarà capace di mettere alcun contenuto di una qualche importanza. Emoticon ed etichette sono tra gli strumenti privilegiati delle nuove sgangherate velleità censorie.

Le etichette, per la verità, sono un segno del pregiudizio da tempi remoti, anche se brandite come una spada nella battaglia che vogliono sintetizzare. Se il politicamente corretto rappresenta un sigillo per le ipocrisie di tutta la storia, la sua esasperazione apre a scenari il cui grottesco può virare repentinamente in tragedia, nelle giuste condizioni.

Battaglie come la presunta non consensualità di Biancaneve o l’inserimento per obbligo di categorie umane classificate disagiate nel casting dei film, come se questo fosse un reale riconoscimento dei loro diritti, sono solo la punta dell’iceberg di un veleno proteiforme e diffuso, indefinito desiderio di rivalsa male indirizzata che sfocia nel nonsenso, capace di trovare nella storia le vie più imprevedibili. Così dichiaratamente prive di valore che il loro destino non può diventare che l’allestimento di un osservatorio privilegiato, dal quale chi si sente a posto con la coscienza per aver assolto al minimo sindacale della raccolta differenziata dei pregiudizi umani osserverà con distacco la vita reale e i suoi drammi, totalmente indifferenti a queste operazioni di puro maquillage social-politico.

Si dice che sono segnali per indirizzare l’umanità verso il giusto cammino. In realtà sono le certificazioni incontrovertibili di una separazione profonda, cui coloro che si considerano eletti concedono ogni tanto qualche apertura di facciata. La segnaletica regola il traffico, non le tensioni.

Qualche giorno fa ho provato una certa irritazione nel constatare la nuova moda dei locali aperti al pubblico, complice l’implacabile semantica web di google. Mentre cercavo una buona trattoria nella Maremma sulfurea delle arcadie ottocentesche, mi sono imbattuto in una di quelle schede, certamente utili, che google elabora per ‘riassumere’ una attività, linkando giudizi, sito, informazioni, menu, fotografie e quant’altro. Tra le varie icone tooltip del tipo tavoli all’aperto, parcheggio privato, accessibilità, specialità vegane e così via, ne ho individuata una nuova, la bandierina arcobaleno provvista della sigla LGBTQ friendly.

Come si fa a non capire che una indicazione di questo tipo, apparentemente rivolta all’abbattimento dei pregiudizi, finisce per favorire una percezione opposta? Una percezione di categorizzazione e separazione che recita più o meno: «sei differente, ma qui ti accetto lo stesso». Magari c’è anche qualcuno che ne è entusiasta: finalmente si riconosce la diversità. Ed è vero: si riconosce la diversità e gli si pianta sopra una bandierina di proprietà, non dissimile dal vessillo nello spleen di Baudelaire, che dichiara un diritto inesistente: quello di definirla, la diversità.

Non vi è diversità che debba giustificarsi come tale. Il diritto è stabilito direttamente e istantaneamente dall’esistenza, non dalla accoglienza, per quanto piena di buoni propositi. Concetto massacrato nella storia sia dai persecutori che dai tolleranti, favorevoli ad ogni sorta di ghetto felice. Siamo tutti una unica categoria, siamo persone. Comunque, dovunque, sempre. Nessuno ha il diritto di aprire le porte o renderle più scorrevoli. Per un motivo estremamente semplice: sono le porte a non dover esistere: sono le porte a dover essere abbattute.

Bandierine ed etichette trasformano il diverso di turno, che lo sia per differenze sessuali, ideologiche, fisiche, di apparenza o di sostanza, in un freak cui si può tributare o meno un friendly, che non costa nulla e fa molto social. Questo è il tema vero. Le etichette, come gli obblighi e le censure pseudoetiche, semplificano indubbiamente il problema per le ipocrisie individuali e di sistema. Ma le battaglie a suon di icone web e dichiarazioni smaccatamente interessate insistono su un universo completamente differente dalla vita vissuta, dal pregiudizio reale e dalla sua cura e prevenzione. Le rendono ancora più complicate perché sepolte da un mare di bandierine colorate che coprono con la loro retorica, figlia di una mentalità social apparentemente impegnata e in realtà egoista ed omissiva, un oceano di sofferenza di cui nessuno, veramente, si vuol far carico.

Biancaneve

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Altro
  • Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)

Archiviato in: Interventi

Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, si accetta l’utilizzo dei cookie.
Per ulteriori informazioni, anche su controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie

Commenti

  1. Roberto chiarini dice

    6 Giugno 2021 alle 13:03

    Veramente acuta

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tema in discussione

  • Ordine internazionale: sul viale del tramonto?
  • L'Europa da Ventotene ad oggi
  • I voti dell'Europa
  • Democrazie e guerra
  • Presidenzialismo
  • Guerra russo-ucraina
  • Il vaccino della conoscenza
  • Rientro a scuola. La sfida al Covid
  • CoVid19. Le angolazioni della crisi
  • Fatti e disfatti
  • Unione Europea
  • Il ’68, lo Stato, la nazione
  • Comunicazione politica
  • Newsletter

    * campi obbligatori

    Commenti recenti

    • raffaella gherardi su Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana
    • Carlo Fusi su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’
    • Dino Cofrancesco su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    GLI AUTORI

    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Occidente, geopolitica, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?, Trump

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?, Unione Europea

    Galleria fotografica

    Questo slideshow richiede JavaScript.

    Archivi

    Privacy Policy

    Contattaci

    Nova Spes International Foundation
    Piazza Adriana 15
    00193 Roma

    Tel. / Fax 0668307900
    email: nova.spes@tiscali.it

    Statistiche

    • 204.451 clic

    Seguici

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
    • YouTube

    © Copyright 2016 Paradoxa Forum · All Rights Reserved