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Media e minori: quale regolamentazione domani?

12 Febbraio 2018 di Mario Morcellini Lascia un commento

(L’Autore è Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni)

Il rapporto media-minori rappresenta una delle tematiche più importanti per l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sin dalla sua nascita, certificata dalla Legge Maccanico oltre vent’anni fa, l’Agcom si è sempre occupata di questo tema sensibile in tutte le sue dimensioni rilevanti: dall’analisi alle proposte, dalla vigilanza alla regolamentazione.

Nel corso di questi ventennio abbiamo assistito ad una vera e propria ‘rivoluzione della televisione’ caratterizzata, in primis dall’avvento del digitale e, più di recente, dalla piattaforma internet. Tali cambianti hanno mutato le caratteristiche strutturali che, per ben mezzo secolo, avevano saldamente caratterizzato il mezzo televisivo ‘analogico’. Attraverso la moltiplicazione dei canali, si è giunti alla frammentazione dei palinsesti (con l’affermarsi dei canali tematici e dedicati) e alla destrutturazione dei contenuti audiovisivi nonché, più di recente, alla mutata modalità di fruizione degli stessi (basti pensare all’affermarsi del video on demand). Viene dunque trasformata la figura del telespettatore che, da soggetto passivo, diventa attivo nei confronti dell’offerta televisiva. Dunque il telespettatore/utente non è più soltanto utilizzatore passivo ma può attivamente scegliere in piena libertà un determinato contenuto audiovisivo all’interno di un ‘catalogo’ e non più obbligato, ex ante, dall’editore ai contenuti di un palinsesto ‘lineare’. [Leggi di più…]

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Due o tre cose da sapere sulle democrazie parlamentari

8 Febbraio 2018 di Gianfranco Pasquino Lascia un commento

Nelle democrazie parlamentari, il governo, bisogna continuare a dirlo e a ripeterlo, è espressione del Parlamento. Non è eletto dal popolo. Del Parlamento deve godere la fiducia e mantenerla. Se la perde, può essere sostituito da un altro governo che abbia una maggioranza in Parlamento. Tranne pochissimi casi, quelli anglosassoni caratterizzati da bipartitismo, i governi delle democrazie parlamentari sono formati da coalizioni di partiti. Una volta inaugurati, tutti i governi delle democrazie parlamentari sono a capo di una maggioranza parlamentare e la guidano. Quei governi hanno il dovere politico di attuare un programma. Lo faranno attraverso appositi disegni di legge. Nelle democrazie parlamentari, non sono i parlamentari, per quanto bravi e competenti, a fare le leggi. È il governo, che ha ricevuto un mandato, a elaborare le leggi. Il parlamento le discute, le emenda, le può, nei limiti definiti dal governo, cambiare, infine le approva (o respinge). [Leggi di più…]

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Votare o non votare, questo è il problema

5 Febbraio 2018 di Corrado Ocone 3 commenti

«Il mondo è uscito fuori dai cardini», si potrebbe dire con l’Amleto di Shakespeare. Anche se, nel nostro caso, è solo al mondo politico che ci riferiamo. La politica italiana sembra impazzita: apparentamenti inusuali che si fanno e disfanno in un battibaleno, promesse mirabolanti, faziosità manifesta anche se più esibita che praticata, ecc. ecc. Cosa abbiamo fatto per meritarci tanto, si chiede Ernesto Galli Della Loggia? Perché è accaduto tutto questo? Quale la causa? La risposta che sia tutta colpa nostra, un segno del nostro generale declino, non mi convince. Forse sarebbe opportuno lasciare agli storici di domani il compito di dare una interpretazione d’insieme della nostra attuale situazione politica. Mi sembra più impellente invece la questione pratica: Che fare? [Leggi di più…]

Archiviato in: Interventi Etichettato con: elezioni, 4marzo

Tra maccartismo sessuale e femministe gaudenti: il problema è riconoscere le pratiche di umiliazione

1 Febbraio 2018 di Luisella Battaglia Lascia un commento

«Lo stupro è un crimine. Ma rimorchiare in maniera insistente o imbarazzante non è un delitto né la galanteria un’aggressione machista».

La Lettera contro il nuovo puritanesimo sottoscritta da Catherine Deneuve e da 100 donne famose sta provocando, come era facile prevedere, le reazioni più disparate, dall’indignazione al consenso. Ma, al di là di questo, un suo non piccolo merito è di contribuire a illuminare quella zona grigia che l’ondata mediatica suscitata dal caso Weinstein aveva offuscato, cancellando di fatto le distinzioni tra avances e molestie, tra molestie e violenza, tra violenza e stupro e, quindi, tra comportamenti moralmente riprovevoli e atti penalmente rilevanti. [Leggi di più…]

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Bilancio scomodo della legislatura

29 Gennaio 2018 di Umberto Curi 1 commento

Se il livello del dibattito politico fosse per lo meno decente, i dati relativi alla legislatura che si è appena conclusa dovrebbero indurre una seria riflessione. Il primo aspetto da sottolineare è quello che riguarda il ricorso alla decretazione d’urgenza, vale a dire ad uno strumento il cui uso è previsto dalla Costituzione «in casi di comprovata urgenza e necessità». Nei cinque anni appena trascorsi, questa risorsa che dovrebbe essere ‘straordinaria’ è stata utilizzata per ben 95 volte, consegnando il record all’esecutivo guidato da Letta, con una media di 2,5 decreti al mese. Non meno abnorme – e cioè, al di fuori della norma – l’affidamento al voto di fiducia come procedura di approvazione di una provvedimento legislativo. Il primato, in questo caso, spetta a Gentiloni, al quale si deve una media di 2,48 voti di fiducia al mese, per un totale di 107 voti di fiducia lungo l’arco dell’intera legislatura. [Leggi di più…]

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A proposito di fake news

25 Gennaio 2018 di Michele Marsonet 1 commento

Nell’intenso – e spesso concitato – dibattito sulle cosiddette fake news si dà spesso per scontato che la verità oggettiva esista e che, per di più, sia facile trovarla. Basterebbe insomma una sufficiente dose di onestà, unita a un po’ di buon senso, per farci uscire da quello che molti vedono come un vero e proprio tunnel dal quale occorre uscire a tutti i costi per restituire alla politica la dignità perduta.

Eppure, a ben guardare, le fake news non sono certamente una caratteristica specifica dei nostri giorni. Al contrario, ne troviamo traccia ovunque nella lunga storia dell’umanità. Un collega antichista mi ha fatto recentemente notare che se ne trovano parecchi esempi addirittura in Omero, per non parlare della Grecia classica e delle vicende di Roma dalle origini all’epoca imperiale. [Leggi di più…]

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Il diritto al rifiuto, il diritto all’accesso. Adesso possiamo parlare del secondo?

22 Gennaio 2018 di Stefano Semplici 3 commenti

La nuova legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento è stata spesso discussa (sostenuta come una conquista di civiltà o contestata come una ferita insanabile all’essenza della relazione medico-paziente) per parlare in realtà di altro, almeno con riferimento alla prima parte del titolo. È sufficiente una rapida lettura al Codice di deontologia medica per rendersi conto che la legge non fa che ribadire l’interpretazione da tempo consolidata del divieto, sancito nell’art. 32 della Costituzione, di imporre a una persona un trattamento sanitario. Un medico già non poteva intraprendere o proseguire procedure diagnostiche o interventi terapeutici «senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato», praticare l’accanimento terapeutico o collaborare a «procedure coattive di alimentazione o nutrizione artificiale» (artt. 35, 16 e 53). Da questo punto di vista, dunque, non c’è nulla di sostanzialmente nuovo. E per questo, come ho detto, sostenitori e oppositori hanno dato in molti casi l’impressione di riproporre temi e argomenti arcinoti per prepararsi a proseguire lo scontro su ciò che anche dopo questa legge rimane un reato: l’eutanasia (attiva) e il suicidio assistito. Gli uni guardando al provvedimento semplicemente come a un primo passo utile a ‘preparare il terreno’ per i successivi e gli altri mettendo in guardia l’opinione pubblica dal rischio incombente di un ‘pendio scivoloso’. [Leggi di più…]

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