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Un progetto per l’Italia in tre punti: difficile, ma non impossibile

17 Luglio 2017 di Domenico Fisichella 3 commenti

Ha l’Italia le condizioni per stare da sola nell’arena internazionale, svolgendovi un ruolo significativo, ai fini suoi e ai fini degli equilibri mondiali, e non di comparsa? Di tutta evidenza, la risposta è no, e sbaglia drammaticamente chi pensa il contrario. Dunque, non rimane che l’Europa, ove del resto già siamo. Secondo quesito. Ha l’Italia le condizioni per stare in Europa svolgendovi un ruolo significativo e non di mera comparsa? Ancora una volta, e penosamente, la risposta è no. Chi si illude del contrario danneggia la nazione e rende ininfluente il ruolo dell’Italia in Europa sia in ordine ai propri interessi sia in favore dell’Europa complessivamente intesa. [Leggi di più…]

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Il lavoro è ancora una merce

13 Luglio 2017 di Carlo Augusto Viano Lascia un commento

In Italia, ma non soltanto, si discute molto di lavoro, che manca e che sembra difficile produrre, nonostante la sua offerta, alta, che dovrebbe incoraggiare la crescita della sua domanda. Che cosa è accaduto? Verità economiche elementari non valgono più o ci si trova soltanto di fronte a una distorsione di breve periodo, in attesa che il ciclo riprenda? Fenomeni come la globalizzazione, le emigrazioni, il progresso tecnologico incidono e c’è chi dice che bisogna aspettare che nuove forme di lavoro si delineino e l’offerta si adegui ai cambiamenti. Ma c’è anche chi dice che questa volta il cambiamento è più radicale e la sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine, macchine di tipo nuovo, come gli automi, non creerà nuovi spazi per l’occupazione. [Leggi di più…]

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Retorica e vecchi belletti

6 Luglio 2017 di Dino Cofrancesco 1 commento

Come ha scritto Biagio de Giovanni, sul «Mattino» del 3 luglio – Insieme contro, il solito vizio della sinistra­­ – «Per l’Italia, il 4 dicembre, la bocciatura della proposta referendaria, è la data che fa da spartiacque: nessuno intendeva attribuire a quella riforma una funzione salvifica, e non era difficile vedere suoi difetti e limiti, ma là dentro c’era la possibilità di un nuovo corso politico, e magari di tensioni e conflitti ma finalmente marcati dal segno di un passaggio costituzionale e politico di grande portata». Si può essere d’accordo o in disaccordo con lo studioso rimasto uno dei pochi cervelli pensanti della sinistra italiana ma i fatti sono inconfutabili e i fatti, dicevano gli Antichi, sono divini. [Leggi di più…]

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Il caso Riina: il diritto sospeso tra retribuzione, autodifesa e vendetta

3 Luglio 2017 di Umberto Curi 1 commento

Fulminee ad accendersi, quanto rapide ad esaurirsi, le polemiche relative al cosiddetto ‘caso Riina’ lasciano in eredità alcune questioni di fondo, non necessariamente legate alla vicenda del capo di Cosa Nostra. I fatti sono noti. La prima sezione penale della Corte di Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. [Leggi di più…]

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Reddito di cittadinanza: perché non può funzionare

26 Giugno 2017 di Maurizio Ferrera Lascia un commento

«Di fronte a 17 milioni di persone a rischio povertà il reddito di cittadinanza è la priorità del Paese». Così ha proclamato Beppe Grillo in occasione della marcia Perugia-Assisi tenutasi il 20 maggio scorso. Cosa rispondere a questo novello Prometeo (la definizione è sua) che combatte per «restituire dignità agli italiani»?

Le persone in condizioni di povertà relativa sono in effetti tantissime in Italia. Anche limitandoci alla povertà assoluta, la cifra è anomala rispetto agli altri paesi: più di quattro milioni di persone nel 2016. Aiutare chi si trova in condizioni di bisogno (soprattutto i minori) è un intento lodevole, e ai Cinque Stelle va riconosciuto il merito di aver posto il problema in agenda.  Ma il reddito di cittadinanza è la risposta sbagliata, per le seguenti ragioni: 1) il nome è fuorviante, molti italiani hanno capito che tutti i cittadini avranno un reddito garantito, non solo i residenti bisognosi; 2) la proposta pone troppa enfasi sulla garanzia di un trasferimento; 3) non è accompagnata da proposte concrete su come creare nuovi posti di lavoro;  4) accetta implicitamente l’idea che nel nostro paese non ci può più essere lavoro per tutti, e che lo stock di occupazione vada redistribuito; 5) ha un costo molto elevato (venti miliardi di euro), con coperture a dir poco incerte. [Leggi di più…]

Archiviato in: Interventi Etichettato con: reddito di cittadinanza

Letture e lettori facili e difficili

19 Giugno 2017 di Laura Paoletti Lascia un commento

[Editoriale da «Paradoxa» 2/2017, Le società (in)civili, a cura di Gianfranco Pasquino]

Questo fascicolo si offre a due livelli di lettura; ma forse anche a due letture e infine persino a due lettori di tipo diverso: per questo è bene fare chiarezza.

Il primo livello, più immediato, è quello di un’ampia ricognizione, che si fa denuncia circostanziata, di sacche di inciviltà: quelle sacche che si creano quando la società (in prima battuta) civile si ripiega su se stessa, frantumandosi in gruppi e comportamenti autoreferenziali che di civile hanno ben poco. Il passo dalla legittima tutela di un’identità, professionale o di altro genere, a quella degenerazione che felicemente il Curatore definisce «corporativismo amorale» è purtroppo breve: lo dimostra la variegata fenomenologia dell’inciviltà qui proposta, che spazia da categorie più ovvie (i politici, per esempio) a quelle assai meno scontate in questo contesto( le associazioni femministe, per esempio). [Leggi di più…]

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Nel «merito». Note critiche sull’ideologia meritocratica

15 Giugno 2017 di Giuseppe Tognon Lascia un commento

Il merito e la democrazia. Il merito è diventato il convitato di pietra di ogni discorso pubblico. Di quello privato lo è sempre stato, ma la novità è che oggi discorso pubblico e discorso privato paiono purtroppo coincidere. Meritare è diventato sinonimo di qualità, di successo, di prestigio. Che sia anche sinonimo di giustizia, interessa sempre meno. I sistemi pubblici si sono privatizzati e invocano riforme fondate sul merito; la politica trasforma in merito perfino il fatto di essere giovani, inesperti, puri, in una logica che rovescia la concezione prudenziale ed esperienziale di un merito costruito nel tempo. Nella scuola, dove dovrebbe essere coltivato con intelligenza, tenendo presente le esigenze delle diverse età e le disuguaglianze di origine, è diventato un tema ambiguo, tirato a destra o sinistra da pulsioni meritocratiche o da retoriche ugualitarie false. [Leggi di più…]

Archiviato in: Interventi Etichettato con: meritocrazia, merito, democrazia

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