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L’era del Covid. Alcune tendenze sociali

5 Novembre 2020 di Renato Mannheimer Lascia un commento

Un giorno il virus sarà debellato. O almeno avremo imparato a convivere più tranquillamente con la sua presenza. Definire oggi con precisione quali saranno in futuro gli effetti sociali dell’insorgenza del Covid 19 e delle misure eccezionali che si sono dovute adottare è molto difficile. Ma, sin da ora, si possono provvisoriamente delineare alcune tendenze.

La prima conseguenza della crisi sanitaria riguarda naturalmente il crollo dei consumi e, in parallelo, quello dell’occupazione. Secondo una rilevazione del Parlamento Europeo, quasi un italiano su quattro (37%) ha sperimentato una diminuzione significativa del proprio reddito a causa della pandemia (il dato complessivo dei 27 paesi dell’UE è pari al 28%).

Ma il dilagare del virus ha portato altri, numerosi, effetti sociali.

Ecco i principali:

  • Una maggiore attenzione alla salute e agli investimenti in quest’ultima area, sia da parte dei singoli cittadini, sia da parte di molte istituzioni e della politica. Il tema della salute è stato il grande protagonista del 2020. Si è notevolmente accresciuta nella popolazione la fiducia – e spesso l’ammirazione – verso gli operatori sanitari. Al tempo stesso, sono stati rivalutati e sollecitati gli impegni finanziari pubblici in questo settore. Dai risultati di un recente sondaggio (luglio 2020) emerge come il 56% degli italiani auspichi maggiori investimenti della UE in questo settore.
  • Una più diffusa considerazione della socialità e dei rapporti umani. La mancanza di contatti umani diffusi è stata sofferta da molti. È ragionevole pensare che il rinnovato piacere per la socialità (specie, ma non solo, tra i giovani) perduri. E che si manifesti anche in termini di solidarietà e condivisione.
  • Contrariamente alle relazioni individuali, si sta sviluppando un maggiore ‘egoismo’ dal punto di vista delle comunità nazionali. Il fallimento e l’inefficacia delle organizzazioni internazionali (dalla UE, alla BCE, all’OMS) sta portando a una sempre più estesa sfiducia. Questa sorta di nuovo ‘nazionalismo’ ha avuto e probabilmente avrà anche significative implicazioni sul piano delle preferenze politiche.
  • In particolare, date queste tendenze, stanno diffondendosi maggiormente posizioni ostili alla integrazione europea. Nel corso del 2020, l’atteggiamento dei cittadini italiani nei confronti dell’Unione Europea è stato altalenante, pur mantenendosi sempre su livelli di fiducia assai bassi, e strumentale. Nel momento in cui scriviamo,il 71% dei tedeschi è soddisfatto di appartenere all’Unione, meno i francesi, che sono poco al di sopra della metà della popolazione, e ancor meno gli italiani con il 47%. E il 65% degli italiani, intervistato nel luglio scorso, si dichiarava insoddisfatto delle misure prese dall’UE per combattere la pandemia.
  • È mutato – in positivo – l’atteggiamento verso la tecnologia. Molti si sono avvicinati per la prima volta alle facilities tecnologiche e ne hanno tratto beneficio. Nel complesso, il 47% degli italiani adulti ha utilizzato lo smart working durante i mesi di lockdown. Il 65% dei nostri concittadini ha giudicato positivamente questa esperienza. È ragionevole pensare che molte aziende e molti individui manterranno alcune delle modalità di smart working anche a crisi finita.
  • In Italia è emersa una maggiore fiducia nelle istituzioni pubbliche. I cittadini hanno registrato positivamente i provvedimenti del Governo e delle autorità locali, anche indipendentemente dal loro specifico orientamento politico personale. Beninteso, il consenso per le istituzioni pubbliche rimane, nel nostro paese, estremamente basso. Ma, nel corso del lockdown, si è manifestata una inattesa solidarietà per l’agire di diverse entità, sia a livello nazionale, sia a livello locale. È ragionevole pensare che questo atteggiamento prosegua.
  • Ciò nonostante, la situazione e gli equilibri politici sono in costante movimento ed è assai arduo fare previsioni su questi ultimi. Durante il lockdown e nei mesi successivi, si è registrato un obiettivo rafforzamento politico e sociale del Governo e, specialmente, del premier Conte. Il grado di fiducia della popolazione nei suoi confronti ha superato a un certo punto il 70% (per poi ridiscendere), raggiungendo livelli visti di rado nel nostro Paese. Tuttavia, è difficile prevedere se il Presidente del Consiglio sarà in grado di tesaurizzare il consenso guadagnato. È interessante rilevare che questo fenomeno ha raggiunto dimensioni eccezionali in Italia, ma ha avuto luogo anche in diversi altri paesi europei, come l’Austria o la Germania.
  • Nel corso della pandemia si è registrato, da parte della popolazione, un molto maggiore apprezzamento per le competenze e le professionalità. La popolarità di slogan come «uno vale uno» appare in netto declino. È probabile che questa tendenza abbia in futuro implicazioni rilevanti e significative anche dal punto di vista degli orientamenti politici, sino al mutamento di scelte di voto consolidate.
  • In Italia si è manifestata durante il lockdown una maggiore fiducia nell’informazione, specie televisiva. Oltre all’incremento dell’audience, testimoniato dall’Auditel, di tutti i programmi, specie di quelli di informazione (dato il maggior tempo che si è passato in casa, ma a fronte di un minore tasso di lettura di libri e giornali), si è registrata una più diffusa attenzione, in certi casi quasi una dipendenza, al susseguirsi di notizie. È legittimo ritenere che il mezzo televisivo mantenga anche in futuro una posizione di rilievo nella formazione dei convincimenti e delle opinioni.
  • La comunicazione delle imprese è stata spesso più incentrata sull’impegno sociale. Proprio il commitment sociale delle aziende sta diventando uno strumento di marketing di grande importanza. E lo sarà sempre più in futuro.
  • L’atteggiamento dei consumatori nei confronti delle aziende è profondamente mutato. Il consumatore, come emerge anche da approfondite ricerche condotte nelle ultime settimane da Eumetra, si è sempre più concentrato su se stesso, sulle proprie specifiche esigenze e richiede alle aziende, assai più che in passato, una attenzione particolare e incondizionata.
  • Si va accentuando una ulteriore attenzione da parte dell’opinione pubblica sulle questioni connesse all’ambiente e alla sua difesa. Questa tematica rappresenta per molti un impegno e un obiettivo per il futuro.

Insomma, gli anni a venire si presentano in larga misura diversi, per molti aspetti economici e sociali, da quelli che hanno preceduto la profonda crisi scatenata dalla pandemia del Covid 19. Vivremo in un mondo dai connotati differenti. Alcuni dei quali migliori.

effetti covid

 

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