Paradoxaforum

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
Ti trovi qui: Home / Interventi / Europa economico/politica e test italiano tramite PNRR

Europa economico/politica e test italiano tramite PNRR

26 Aprile 2021 di Paolo Onofri Lascia un commento

In questo periodo i giornali sono pieni di dati e infografica relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); non voglio addentrarmi in questa analisi già sufficientemente frequentata e documentata, vorrei invece richiamare il problema dell’entità che il debito pubblico sta assumendo e le condizioni politiche che possono consentire di affrontarlo senza grossi drammi.

Le azioni di sostegno ai redditi di chi è stato colpito dalla crisi sanitaria nel 2020 e 2021 stanno portando il rapporto debito pubblico/PIL verso il 160%. Visto che, dei 221 miliardi che sono destinati al PNRR, solamente 40/45 saranno trasferimenti netti a fondo perduto che gli altri stati membri, tramite il debito emesso dalla Commissione Europea, metteranno a nostra disposizione, nel corso dei prossimi anni il nostro debito pubblico continuerà ad aggirarsi intorno al 155-160% del PIL. Livelli dai quali scenderà in funzione sia del ritmo di crescita che il PNRR riuscirà a imprimere alla nostra economia, sia dell’inflazione che la Banca Centrale Europea (BCE) sarà disponibile ad accomodare senza rialzare i tassi di interesse.

In particolare, la crescita dell’economia, oltre che dalle spese d’investimento previste dal PNRR, dovrebbe essere sostenuta dalle riforme della PA e della giustizia, dalla semplificazione legislativa e dalla promozione della concorrenza; «è prevista infine una riforma fiscale che affronti anche il tema della imposte e dei sussidi ambientali» (PNRR p. 7).

Nonostante le tante differenze radicali che sussistono, quanto sopra richiama il primo decennio del secondo dopoguerra con lo European Recovery Program (detto Piano Marshall), che pose le premesse di finanza estera per la liberalizzazione della nostra economia. Ciò favorì un insieme di riforme, come il Piano Fanfani per la casa nel 1949, la riforma agraria nel 1950, la riforma fiscale, cosiddetta Legge Vanoni del 1951, cui seguì il Piano Vanoni, ovvero, Schema per lo sviluppo del reddito e dell’occupazione 1955-1964 e infine il Piano decennale di Fanfani per la scuola del 1958.

Riforme che, pur nella discrepanza tra obiettivi e realizzazioni, hanno inciso in modo significativo nell’economia e nella società italiana, hanno sostenuto il recupero non solo dei livelli di reddito ante guerra, ma il recupero di tutte le opportunità di sviluppo dalle quali il ventennio d’ante guerra ci aveva isolato. Ben altra resilienza di quella che ci possiamo aspettare oggi. Quella di sessanta/settant’anni fa aprì le porte al centro-sinistra e alla ulteriore stagione di riforme che seguì, confezionando quella che ora chiamiamo golden age, cui lo shock sui prezzi del petrolio del 1973 pose fine. Il PNRR attuale dovrebbe consentirci di affrontare con maggiore respiro la grey age nella quale ci stiamo addentrando.

Mi domando se la classe politica attuale possa essere in grado di portare a termine con determinazione questo Piano complessivo per gli anni venti del duemila. Settant’anni fa, la situazione internazionale obbligava a una stabilità politica di fondo, al di là dell’alternarsi dei singoli governi. Per l’oggi, penso innanzitutto agli snodi politici che abbiamo davanti. Questo governo riuscirà a sopravvivere oltre l’elezione del Presidente della Repubblica?

Ammesso che arrivi in una configurazione simile alle elezioni politiche del 2023, quale configurazione avrà il nuovo governo che dovrà prendersi in carico la gestione dei progetti del PNRR? Conserverà la governance che ora si sta definendo? Sarà in grado di rispettare e far rispettare le scadenze definite nel crono programma che ora viene presentato? Scadenze che saranno le premesse per l’incasso delle rate di prestiti programmate.

In prossimità delle elezioni politiche, i candidati che concorreranno alla presidenza del consiglio saranno in grado di presentarsi assieme sull’arena politica internazionale e dichiarare che chiunque vinca porterà avanti gli impegni presi senza stravolgere quanto già impostato?

Questo passaggio sarà molto delicato perché, come è stato più volte detto, l’evoluzione della costruzione europea dipende dal successo del PNRR italiano; l’Italia è infatti il paese sul quale si è concentrato maggiormente lo sforzo degli altri Stati Membri, come se fosse il test per valutare la possibilità di proseguire sulla strada della mutualizzazione del debito pubblico verso la configurazione di un bilancio europeo con almeno qualche caratteristica federale.

Se non saremo in grado di garantire nel tempo la nostra lealtà europea, al di là delle diverse maggioranze politiche che possono alternarsi al governo del Paese, difficilmente il PNRR sul quale l’attuale governo sta per impegnarsi potrà avere il successo desiderato. L’entità del debito pubblico, in tal caso, tornerebbe ad essere un problema specifico della nostra economia.

I passi che si stanno compiendo verso una maggiore integrazione politico-economica dell’Europa potrebbero diventare effettivamente reversibili; non dimentichiamo che nell’arco di tempo di implementazione del PNRR vi saranno due cicli elettorali dei singoli Stati Membri e del Parlamento Europeo, proprio quando nel 2028 cominceranno le restituzioni dei debiti contratti dai singoli paesi tramite la Commissione Europea, restituzioni che termineranno nel 2058.

Se non fossimo in grado di garantire questa continuità almeno per la parte che ci riguarda, anziché preconizzare una nuova golden age dovremmo limitarci ad arrancare nella grey age che comunque ci aspetta dal punto demografico.

PNRR

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Altro
  • Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)

Archiviato in: Interventi

Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, si accetta l’utilizzo dei cookie.
Per ulteriori informazioni, anche su controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tema in discussione

  • Ordine internazionale: sul viale del tramonto?
  • L'Europa da Ventotene ad oggi
  • I voti dell'Europa
  • Democrazie e guerra
  • Presidenzialismo
  • Guerra russo-ucraina
  • Il vaccino della conoscenza
  • Rientro a scuola. La sfida al Covid
  • CoVid19. Le angolazioni della crisi
  • Fatti e disfatti
  • Unione Europea
  • Il ’68, lo Stato, la nazione
  • Comunicazione politica
  • Newsletter

    * campi obbligatori

    Commenti recenti

    • raffaella gherardi su Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana
    • Carlo Fusi su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’
    • Dino Cofrancesco su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    GLI AUTORI

    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Occidente, geopolitica, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: Unione Europea, geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Galleria fotografica

    Questo slideshow richiede JavaScript.

    Archivi

    Privacy Policy

    Contattaci

    Nova Spes International Foundation
    Piazza Adriana 15
    00193 Roma

    Tel. / Fax 0668307900
    email: nova.spes@tiscali.it

    Statistiche

    • 204.541 clic

    Seguici

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
    • YouTube

    © Copyright 2016 Paradoxa Forum · All Rights Reserved