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La filosofia attraverso i confini

17 Maggio 2021 di Riccardo Pozzo 2 commenti

Lunedì 26 aprile 2021, la Fédération Internationale des Sociétés de Philosophie Societies (FISP), la Società filosofica italiana e l’Università di Roma «Sapienza» hanno firmato l’accordo che dà ufficialmente avvio all’organizzazione del XXV World Congress of Philosophy (WCP), che avrà come titolo Philosophy across Boundaries [NdA Per l’accordo di programma tra la Fédération Internationale des Sociétés de Philosophie, la Società Filosofica Italiana e «Sapienza» vedi https://www.uniroma1.it/en/. Per gli atti dei congressi mondiali vedi https://www.pdcnet.org/wcp]. Si tratta di un risultato importante per l’Italia, per la Società filosofica italiana – tra le più antiche istituzioni filosofiche italiane, fondata nel 1906 per promuovere il dibattito filosofico e difendere l’insegnamento della filosofia; attualmente ne è presidente Emidio Spinelli – e per la «Sapienza»; ed è da salutare con immensa gratitudine il forte sostegno della magnifica rettrice Antonella Polimeni.

Una volta di più la «Sapienza» si conferma luogo privilegiato nel quale custodire e alimentare la riflessione intellettuale e il pensiero critico a partire dallo studio della tradizione classica, come conferma il primato recentemente conquistato nell’area umanistica nel QS Ranking 2021, dove si è collocata al primo posto in Classics & Ancient History. Va notato che dal I WCP, che si tenne a Parigi nel 1900 in occasione dell’Esposizione universale, è la prima volta in 125 anni, che il congresso si svolge a Roma. Sarà peraltro la quarta volta per il nostro Paese, caso unico al mondo – segno evidente del riconoscimento da parte della comunità filosofica internazionale, rappresentata al massimo livello dal consiglio direttivo della FISP, dell’importanza del contributo che l’Italia ha dato e può dare all’interno del dibattito filosofico globale.

Vere e proprie piattaforme di cooperazione internazionale, come ha suggerito di definirli il presidente della FISP, Luca Maria Scarantino, i ventiquattro congressi mondiali di filosofia che si sono succeduti fino a oggi hanno in comune di esser stati eventi culturali di prim’ordine. Al XXIII WCP Atene 2013 (Philosophy as Inquiry and a Way of Life), la Grecia rivendicò la primogenitura della disciplina. Il XX WCP Boston 1998 (Paideia) servì a fare incontrare la fiorente comunità filosofica statunitense con il resto del mondo e lo stesso si può dire avvenne con il XXIV Pechino 2018 (Learning to be Human), si distingue per almeno tre motivi. Il primo, sono gli ottomila iscritti, che lo qualificano come la più partecipata riunione di filosofi della storia. Il secondo, l’essersi svolto per la prima volta nella Cina della ricerca e dell’innovazione. Il terzo, infine, l’aver avviato il cambio di paradigma dal dialogo tra culture alla cultura nata dialogica.

Il XXV WCP Roma 2024 sarà per il nostro Paese un’occasione imperdibile per rivendicare le nostre eccellenze. Nei trentotto mesi che ci separano dalla cerimonia di apertura si pensa di organizzare in tutta Italia una serie di incontri, seminari ed eventi preparatori che proietteranno le forze culturali e accademiche del nostro Paese al centro del dibattito filosofico (e non solo) internazionale. Non a caso, si è scelto un titolo che rimanda all’idea di una riflessione senza confini: Philosophy across Boundaries.

Oggi più che mai, pensare al congresso mondiale di filosofia significa soprattutto pensare a un esercizio di apertura alla complessità filosofica, religiosa, culturale del mondo contemporaneo. In quest’ottica, nel luglio del 2024, per un’intera settimana, si affronteranno temi legati alle relazioni interculturali, alle questioni di genere, alle forme di organizzazione politica e alle diseguaglianze sociali, ai temi ambientali e bioetici, ai diritti, all’Agenda ONU 2030, come pure alle modalità di sviluppo sostenibile, alle innovazioni legate all’intelligenza artificiale, alla frammentazione del sapere e all’accesso ai dati, per fare solo degli esempi, portano a serie riflessioni su temi quali coscienza, marginalità, solidarietà, responsabilità, creatività, benessere, potenziamento umano ed espressività nel confronto tra tradizioni filosofiche e culturali diverse.

Questo coinvolgimento è il riconoscimento di una situazione nei fatti privilegiata che vede in Italia una presenza molto ampia della filosofia nei programmi d’istruzione che oggi non ha eguali in altre nazioni. Il congresso sarà un’occasione per presentare in un contesto globale la vitalità e la capillarità della comunità filosofica italiana, che gode di ampio sostegno nella popolazione e che include decine di migliaia di docenti che svolgono attività di ricerca e di insegnamento nelle università e nelle scuole.

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo nel quale dei filosofi sono attivi ai più alti livelli della vita pubblica ed economica e nel quale al contempo l’istruzione secondaria di secondo grado richiede a un’ampia fascia di giovani un impegno di studio della filosofia che corrisponde a due ore settimanali per tre anni. Per le giovani generazioni sarà un’opportunità per aprirsi al confronto con altre idee, linguaggi, culture e sensibilità e rappresenterà un’opportunità formativa e di valorizzazione dei propri studi particolarmente significativa.

La partecipazione di studentesse e studenti, giovani ricercatrici e ricercatori del mondo intero sarà una priorità. A loro sarà riservata un’intera sezione del congresso, le Student Sessions, un’iniziativa che ha riscosso grande successo da quando venne introdotta al XX WCP, e che offrirà a molti studenti dei licei e delle università del nostro paese la possibilità di presentare relazioni al congresso.

In conclusione, perché occuparsi in piena pandemia di un evento come il congresso mondiale di filosofia? La risposta è semplice: per le potenzialità che offre nel difficile momento che sta attraversando il nostro Paese. Il congresso mondiale costituisce il principale momento d’incontro tra le comunità accademiche e intellettuali del mondo intero, che si riuniscono ogni cinque anni in un paese diverso per rafforzare le relazioni professionali, promuovere l’educazione filosofica e offrire un contributo rispetto alle grandi questioni e sfide del proprio tempo.

Del resto, non è forse lecito aver fiducia nel pensiero e in particolare modo nel pensiero speculativo, il pensiero per eccellenza? E se l’Italia ha filosofi eccellenti, perché tirarsi indietro? Il congresso rappresenta un formidabile volano di ripresa e di costruttivo confronto intellettuale, di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, nonché di sviluppo economico. La sua capacità di attrazione offre all’Italia la possibilità di rafforzare la propria presenza accademica e scientifica internazionale, collocandosi al centro di una riflessione globale sulle prospettive culturali, sociali ed economiche del mondo contemporaneo.

filosofia

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Commenti

  1. Riccardo Sirello dice

    1 Settembre 2021 alle 18:36

    La comunità mondiale che si riunirà nel 2024 possa esprimere al meglio l’importanza dell’educazione filosofica come veicolo del pensiero critico.
    Riccardo Sirello
    Secrétaire G. -AIPPh

    Rispondi
  2. Francesca Brezzi dice

    18 Maggio 2021 alle 8:02

    Ottimo articolo, pienamente d’accordo sul valore della filosofia come volano per ripartire , convinta che i filosofi e le filosofe italiane siano una cifra importante della cultura italiana.Francesca Brezzi
    ,univ.Roma Tre

    Rispondi

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