Paradoxaforum

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
Ti trovi qui: Home / Interventi / Morire

Morire

13 Maggio 2021 di Umberto Curi 2 commenti

«Io che avrei dovuto saper morire, vivrò per sempre una vita infelice». È quanto esclama Admeto, il protagonista maschile dell’Alcesti, una delle più intense tragedie di Euripide. A differenza della giovane moglie, che ha scelto di affrontare liberamente la morte, piuttosto che sopravvivere alla scomparsa dell’amato, Admeto non ha «imparato a morire». Di qui, il suo inconsolabile dolore. Di qui, il suo tardivo ravvedimento.

Dopo la grande stagione della tragedia classica, e fino alla nostra contemporaneità, il processo di incivilimento può essere a grandi linee descritto come il tentativo, solo raramente, e comunque parzialmente, riuscito, di imparare a morire. Di imparare che vivere non è sempre, e a qualunque condizione, meglio di morire. Che la morte non è l’opposto della vita, ma è invece il termine correlativo della nascita, perché nascita e morte appartengono entrambe alla vita. Che il morire non è un atto istantaneo, ma è un processo che comincia con la nascita e si conclude con la morte.

Fra gli aspetti in assoluto più importanti, anche se ignorati o male interpretati, della pandemia che ci sta affliggendo, vi è certamente la cancellazione di ciò che, nel corso dei secoli, avevamo ‘imparato’ a proposito della morte. Tutte le energie degli operatori sanitari, l’intera organizzazione delle cure offerte dalle strutture ospedaliere, l’approccio dei medici nel trattamento dei pazienti affetti dal Covid-19, tutto è stato unilateralmente ispirato ad una logica bellica, allo schema vittoria o sconfitta. Dove l’esito del combattimento è stato valutato sulla base del calcolo aritmetico dei decessi o dei guariti.

Senza che a nessuno sia venuto in mente che, se è importante – e ovviamente prevalente su ogni altro aspetto – lo sforzo di strappare alla morte il maggior numero possibile di persone, non è irrilevante il modo col quale altre persone muoiono. Abbiamo così assistito, tramite agghiaccianti riprese televisive, al violento sradicamento di tanti esseri umani dal sistema dei loro affetti più cari, senza che ad essi fosse concesso il gesto estremo dell’addio, senza che nel momento del commiato fosse possibile avvertire il calore di un bacio o di una stretta di mano. Inchiodati alla partita doppia dei morti e dei dimessi, abbiamo dimenticato quanto possa essere importante il modo di morire.

Il virus ha provocato un gran numero di vittime, privandole della vita. Ma ha anche cancellato quell’accompagnamento al morire che è stato a lungo il segno di una civiltà che si era lasciata alle spalle la logica ferina del duello fra vita e morte. Le devastazioni prodotte dall’imperversare di quell’agente subdolo che è il virus sono a tutti ben note: centinaia di migliaia di morti, interi settori economici spazzati via, dinamiche sociali esasperate fino al punto da essere fuori controllo.

Ma non dovremmo ripetere l’errore di Admeto. Non dovremmo dimenticare quanto sia irrinunciabile aver imparato a morire.

morire

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Altro
  • Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)

Archiviato in: Interventi

Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, si accetta l’utilizzo dei cookie.
Per ulteriori informazioni, anche su controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie

Commenti

  1. umberto Curi dice

    28 Maggio 2021 alle 9:15

    La ringrazio vivamente per le sue parole – davvero molto “sensibili”. E’ stato anche per me emozionante leggerla.
    Grazie e un caro saluto.
    Umberto Curi

    Rispondi
  2. Marta Regalia dice

    18 Maggio 2021 alle 9:29

    E’ emozionante leggere queste parole. Soprattutto in relazione all’età anagrafica di chi le scrive. In un’epoca in cui pare ormai che l’unica cosa importante sia “non morire”, chi chiede di “vivere” è additato come folle. Credo che solo chi abbia potuto e, più importante, saputo sfruttare a pieno e gustare la propria vita sia in grado di comprendere quanto lei scrive.
    Ovviamente estendo il ragionamento non solo alla “guerra” contro il virus, ma anche alla quotidiana lotta di chi si rifiuta di comprendere che morire (con dignità, avendo il tempo del commiato) fa parte del vivere. “Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tema in discussione

  • Ordine internazionale: sul viale del tramonto?
  • L'Europa da Ventotene ad oggi
  • I voti dell'Europa
  • Democrazie e guerra
  • Presidenzialismo
  • Guerra russo-ucraina
  • Il vaccino della conoscenza
  • Rientro a scuola. La sfida al Covid
  • CoVid19. Le angolazioni della crisi
  • Fatti e disfatti
  • Unione Europea
  • Il ’68, lo Stato, la nazione
  • Comunicazione politica
  • Newsletter

    * campi obbligatori

    Commenti recenti

    • Dino Cofrancesco su 1956 – Gli insegnamenti della rivolta ungherese ignorati dagli intellettuali con l’elmetto
    • Michele Magno su 1956 – Gli insegnamenti della rivolta ungherese ignorati dagli intellettuali con l’elmetto
    • Gianfranco Pasquino su 1956 – Gli insegnamenti della rivolta ungherese ignorati dagli intellettuali con l’elmetto

    GLI AUTORI

    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Occidente, geopolitica, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: Unione Europea, geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Galleria fotografica

    Questo slideshow richiede JavaScript.

    Archivi

    Privacy Policy

    Contattaci

    Nova Spes International Foundation
    Piazza Adriana 15
    00193 Roma

    Tel. / Fax 0668307900
    email: nova.spes@tiscali.it

    Statistiche

    • 210.389 clic

    Seguici

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
    • YouTube

    © Copyright 2016 Paradoxa Forum · All Rights Reserved