Paradoxaforum

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
Ti trovi qui: Home / Interventi / La favola dei Super-BRICs

La favola dei Super-BRICs

4 Settembre 2023 di Giovanni Ferri Lascia un commento

Molti commentatori nei giorni scorsi si sono lasciati andare a prevedere l’avvento di un nuovo protagonista della governance mondiale: i Super-BRICs.

Alcuni osservatori, sommando i PIL di un certo numero di grandi economie emergenti o in via di sviluppo, sostengono che l’Occidente è già stato surclassato. A mio avviso, si tratta di conclusioni affrettate che non resistono alla prova di poche considerazioni informate. Mi pare che i tre seguenti spunti siano sufficienti a suggerire un po’ di cautela.

Primo, se è chiaro quali Paesi fanno parte tradizionalmente dei BRICs, Brasile, Russia, India e Cina, più Sud Africa aggiunta dopo, non è altrettanto chiaro quali altri Paesi si andrebbero ad aggiungere per formare i Super-BRICs. Si parla di Arabia Saudita, Argentina, Egitto, Iran e vari altri Paesi. Vale la pena di ricordare che, alla faccia dell’autodeterminazione da parte di un nuovo blocco alternativo a quello occidentale (Nord America ed Europa occidentale, più, se vogliamo, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud) l’acronimo BRICs venne coniato nel 2001 da Goldman Sachs per meglio canalizzare gli investimenti finanziari verso le principali economie emergenti. BRICs è dunque, per costruzione, una creazione etimologica occidentale, funzionale alle esigenze del capitalismo finanziario e che male si addice a denominare una contrapposizione all’Occidente stesso.

Secondo, non ha senso sommare realtà così diverse e prive di un denominatore comune di ordine storico, politico, istituzionale. È vero, a volte si manifesta l’eterogenesi dei fini e, anche se nato all’ombra della più blasonata banca d’investimento americana, da quel coacervo diversificato potrebbe sbocciare una sintesi efficace. Tuttavia, la definizione dei Super-BRICs, se si va oltre l’unico collante (‘super’ sì ma solo in quanto ‘super-ficiale’) della contrapposizione all’Occidente, fa intravedere un gigante dai piedi d’argilla. Basti un unico esempio sui due pesi massimi. Parlare di alleanza strutturata tra Cina e India è al momento un mero esercizio verbale, se si ricordano gli storici conflitti tra i due giganti asiatici o le persistenti tensioni di confine. Inoltre, l’India è membro fondatore del QUAD, il contenitore istituzionale del Quadrilateral Security Dialogue, che la aggrega dal 2007 a Stati Uniti, Giappone e Australia proprio in funzione di contenimento dell’espansionismo cinese. In tal senso, giova ricordare che dal 2020 il QUAD è gemmato in QUAD Plus, includendo pure Nuova Zelanda, Corea del Sud e Vietnam e dal 2021 si è anche aperto alla partecipazione di Brasile e Israele in qualità di osservatori.

Terzo, anche tralasciando i problemi della sistematica violazione del diritto internazionale da parte della Russia, che imbrattano il tavolo negoziale, l’idea dei Super-BRICs affiora nella fase storica sbagliata, quella in cui stanno venendo al pettine alcuni nodi cruciali del quarantennale iper-sviluppo cinese. L’esplosione in corso della bolla immobiliare domestica suona stonata per l’ampliamento, proprio ora, del ruolo globale della Cina, che, a ben vedere, è il più gigante tra i giganti al picnic dei Super-BRICs. Anche qui è necessario un esercizio di memoria. Alla fine degli anni Ottanta, il principale sfidante degli Stati Uniti era l’economia del Giappone, non quella della Cina. Ebbene, circa trent’anni fa si verificò il precedente dell’esplosione della bolla immobiliare giapponese, da cui l’economia del Sol Levante non si è più ripresa. Ovviamente, sarebbe scorretto tracciare un parallelo sic et simpliciter. Nondimeno, visto che si è parlato anche dell’ipotesi di una valuta comune per i Super-BRICs, è legittimo chiedersi se, nello scenario attuale di crollo dei valori immobiliari cinesi, i cittadini del mondo che possono scegliere preferirebbero investire i propri risparmi in una valuta (anche se digitale) stampata a Pechino o in un’altra stampata a Washington o a Francoforte.

Insomma, quella dei Super-BRICs, più che una solida realtà, al momento sembra una curiosa favola da raccontare ai bambini per farli addormentare, o magari una fake novel da diffondere sui social, ma qui si aprirebbe un altro discorso…

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Altro
  • Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)

Archiviato in: Interventi Etichettato con: Occidente, governance, BRICs, economia

Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, si accetta l’utilizzo dei cookie.
Per ulteriori informazioni, anche su controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tema in discussione

  • Ordine internazionale: sul viale del tramonto?
  • L'Europa da Ventotene ad oggi
  • I voti dell'Europa
  • Democrazie e guerra
  • Presidenzialismo
  • Guerra russo-ucraina
  • Il vaccino della conoscenza
  • Rientro a scuola. La sfida al Covid
  • CoVid19. Le angolazioni della crisi
  • Fatti e disfatti
  • Unione Europea
  • Il ’68, lo Stato, la nazione
  • Comunicazione politica
  • Newsletter

    * campi obbligatori

    Commenti recenti

    • raffaella gherardi su Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana
    • Carlo Fusi su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’
    • Dino Cofrancesco su Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    GLI AUTORI

    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Occidente, geopolitica, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Trump, democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: Unione Europea, geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Galleria fotografica

    Questo slideshow richiede JavaScript.

    Archivi

    Privacy Policy

    Contattaci

    Nova Spes International Foundation
    Piazza Adriana 15
    00193 Roma

    Tel. / Fax 0668307900
    email: nova.spes@tiscali.it

    Statistiche

    • 204.541 clic

    Seguici

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
    • YouTube

    © Copyright 2016 Paradoxa Forum · All Rights Reserved