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Pace perpetua e Discorso della Montagna

3 Agosto 2023 di Riccardo Pozzo Lascia un commento

La conferenza di Dumbarton Oaks si svolse dal 21 agosto al 7 ottobre 1944 e pose le basi politiche per la nascita delle Nazioni Unite, che si riunirono in assemblea generale per la prima volta a San Francisco il 10 gennaio 1946. Dal punto di vista filosofico, l’idea delle Nazioni Unite risale al Progetto filosofico per la pace perpetua di Immanuel Kant (1795). Si trattava, allora, di garantire l’impossibilità di una nuova guerra globale.

Se nel XX secolo la priorità era la pace, nel XXI secolo la priorità resta certamente la pace, ma assieme alla pace anche la sostenibilità, perché un pianeta B non è a nostra disposizione. Nel settembre 2015 l’ONU adottava la risoluzione A/RES/70/1 Trasformare il nostro mondo: L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (a sua volta uno sviluppo coerente della Dichiarazione universale dei diritti umani, promulgata il 10 dicembre 1948). E il 12 dicembre 2015 veniva raggiunto l’accordo di Parigi per rafforzare la risposta mondiale alla minaccia posta dai cambiamenti climatici.

L’Agenda 2030 e l’accordo di Parigi indicano la direzione da prendere per uno sviluppo dell’umanità in cui a tutti siano garantiti i diritti fondamentali, le risorse minime sufficienti, il soddisfacimento dei bisogni primari per una vita dignitosa da tutti i punti di vista. Da qui i 17 Obiettivi (SDG) e i 169 traguardi dell’Agenda 2030, lo stato di avanzamento dei quali tanto nel nostro Paese quanto a livello globale, ci ricorda Enrico Giovannini (aspettiamo con ansia a ottobre il Rapporto ASVIS 2023), continua tuttavia a essere in preoccupante ritardo.

È dall’ottobre 2019 che, alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Helen Alford, Jeffrey Sachs, Marcelo Sánchez Sorondo e Stefano Zamagni propongono di affiancare il Discorso della Montagna al testo dell’Agenda 2030, per arricchirlo con la lista delle Beatitudini, oggi più che mai indispensabili riferimenti teologici e filosofici per misurare la felicità e il benessere. Si pensi a: (Lc 6:20) «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio»; (Lc 6:21) «Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati»; (Mt 5:6) «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati».

Le Beatitudini possono esser viste come una conferma dell’Agenda 2030 perché guardano al futuro e donano la certezza che le situazioni di conflitto troveranno una conciliazione (saranno consolati; saranno saziati; troveranno misericordia ecc.). Si tratta di una linea di ricerca che riprende la nozione di dialogo fraterno, introdotta per la prima volta nella dottrina sociale della Chiesa nel § 25 della Gaudium et spes per indicare la solidarietà che esiste tra coloro che, nonostante le ovvie differenze e mentalità, sono fratelli perché figli dello stesso Dio, amministratori dello stesso mondo, e si trattano di conseguenza.

Gli SDG indicano che i beni comuni globali pongono sfide che richiedono una cooperazione globale urgente e significativa. Mentre si attende che la giustizia si compia, che la povertà venga abolita, che l’ingiustizia venga riparata, come si può sostenere tutto questo? Come si può essere felici nell’avversità? Da qui, seguendo un ragionamento proposto da Francesco Panizzoli, cappellano a Tor Vergata, un paradosso apparente: in queste condizioni, la beatitudine è una possibilità di luce, di redenzione, di riscatto, non soltanto un giorno – e potrà essere un giorno importante, perché un conflitto nucleare ci porterebbe vicini alla fine del mondo – ma già ora.

E allora, cosa fare nella vita che affrontiamo ogni giorno, con i suoi conflitti, le sue ingiustizie e miserie?

Da una parte, riorientare le economie verso il bene comune, cercando di massimizzare il benessere umano e, come dicono gli scienziati cinesi coi quali dialoghiamo, la fioritura planetaria 繁 荣 (fanrong), riducendo le disuguaglianze di opportunità e risultati. In questa prospettiva, la riprogettazione dell’attuale Sistema Europeo dei Conti Nazionali e Regionali dovrebbe essere perseguita non solo per andare oltre il PIL, ma anche per costruire un nuovo sistema incentrato sulla misurazione del benessere, presente e futuro. Le nuove misure di un’Economia per il Bene Comune che sia fraterna e sostenibile, devono garantire che il benessere dell’umanità e del pianeta sia al centro degli SDG, e sia in linea con la filosofia dell’Agenda 2030 e il concetto di ecologia integrale come definito nella Laudato Si’.

Dall’altra, promuovere nuovi accordi di governance globale per sorvegliare la sostenibilità dei beni comuni ambientali globali, compresi il clima, gli oceani, la biodiversità, i siti del patrimonio mondiale, e garantire una transizione giusta ed equa a vantaggio dei poveri. La formulazione di nuovi accordi potrebbe essere affiliata alle Nazioni Unite e coinvolgere governi e istituzioni internazionali, nonché gruppi religiosi, società civile, imprenditori e investitori illuminati.

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