Paradoxaforum

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
Ti trovi qui: Home / Interventi / Quelli che il cordone sanitario…

Quelli che il cordone sanitario…

7 Ottobre 2024 di Dino Cofrancesco 1 commento

La citazione è lunga, e me ne scuso con il lettore, ma vale la pena riflettere sull’articolo di Claudio Tito, a commento delle elezioni austriache, Tornano i fantasmi del passato, «La Repubblica», 30 settembre u.s.: «L’idea di ricorrere ad un “Fronte Popolare” anche in Austria va considerato un dovere. Questi sono tempi straordinari in cui la differenza politica non si basa più sul confronto tra ricette e modelli alternativi, ma tra l’idea di proteggere la democrazia e quella di avviarsi sulla strada inquietante della non-democrazia. Tra il mantenimento di un sistema sociale equo e inclusivo, ed uno iniquo ed esclusivo. Tra un futuro di pace nell’Unione europea ed uno dilaniante basato sull’Austrexit. Progetti, certo, che alla prova dei fatti si rivelano impraticabili e dannosissimi per tutti i cittadini europei. […] Il nostro benessere, la nostra libertà non è compromessa dagli immigrati o da chi è diverso da noi, bensì dall’indebolimento dei valori democratici e dall’incapacità di presentarli come un paradigma da esportare. La nostra fragilità non ha cause esogene ma endogene. Ogni cedimento, a Vienna come a Parigi, a Bruxelles come a Roma, può tracciare un sentiero senza ritorno».

Chi abbia un minimo di buon senso, resta sconcertato da tanta vacua retorica. Un partito della destra radicale ottiene un discreto successo elettorale e il pennarulo, invece di chiedersene le ragioni, grida «Annibale è alle porte!» e invoca un cordone sanitario, come se la democrazia liberale a norma –alternanza di destra e sinistra – divenisse impraticabile se non vincono i ‘buoni’. Siamo alle solite, i successi della destra illiberale – dal fascismo ai giorni nostri – vengono attribuiti alla nequizia dei tempi, all’immaturità degli elettori, alla strumentalizzazione delle loro paure, alle crisi economiche etc., insomma a tutto, tranne che alle responsabilità delle classi dirigenti – di governo e di opposizione – che hanno lasciato crescere le erbacce sul prato della società civile. Nessun sospetto che ad alimentare la protesta nazional-populista-sovranista siano stati errori riconducibili ad una filosofia politica, che negli avversari si rifiuta di riconoscere valori e interessi legittimi. Gli ‘altri’ sono il male assoluto, pura massa damnationis, i ‘nostri’ sono il bene, la civiltà, il progresso. I primi non possono cambiare la loro natura perversa, ma i secondi hanno il dovere di non consentire l’«indebolimento dei valori democratici». In realtà non si vede come: con lo stato etico che, dagli asili infantili agli atenei, inculchi nei cittadini doveri come l’ospitalità e l’apertura incondizionate? E se vi sono cittadini che sperimentano gli effetti di questa apertura nei loro quartieri degradati dall’afflusso di migranti senza lavoro e senza tetto, costretti per vivere allo spaccio della droga e sempre più portati dalla violenza, cosa diremo loro, di leggersi il Discorso delle beatitudini? Gli elettori dei partiti impresentabili non votano a destra per aver letto i libri di Giovanni Preziosi o di Alfred Rosenberg ma perché quei partiti pongono l’accento su disagi – come l’insicurezza nelle strade – che i partiti liberali e di sinistra tendono a sottovalutare. Basta leggersi le pagine di Federico Chabod sulla crisi del primo dopoguerra – nell’’Italia contemporanea – per rendersi conto come i bisogni fortemente sentiti dall’uomo della strada trovino sempre partiti e movimenti disposti a farsene carico quando il sistema politico sceglie di ignorarli.

I partiti sovranisti vengono sempre regolarmente demonizzati dagli intellettuali militanti, ma ai loro programmi poi sono dedicati solo cenni vaghi e sfuggenti. Il controllo drastico dell’immigrazione (su cui si può essere legittimamente in disaccordo) è davvero un vulnus per la democrazia liberale? E se così fosse, non dovremmo considerare le politiche migratorie adottate dagli Stati Uniti negli anni Venti del secolo scorso come la riprova che la democrazia in America – esaltata da Tocqueville – si stava avviando sul viale del tramonto? I partiti sovranisti (ma anche formazioni di sinistra come il Movimento Cinque Stelle) sono, tendenzialmente, contrari a fornire armi all’Ucraina. Si può ritenere che sbaglino e che massacri di cittadini e distruzioni di città e di opere civili siano il prezzo da pagare per protrarre una guerra che sarebbe un delitto contro l’umanità far vincere a Putin. Concediamolo pure, ma essere in disaccordo con questa impostazione significa avere inclinazioni autocratiche?

Insomma, è l’ora di piantarla con la retorica antifascista, con gli aut aut, coi moniti all’Europa, con l’evocazione dei ‘fantasmi del passato’. Ho il sospetto, tra l’altro, che in tutto questo ‘ci sia del metodo’ ovvero che nella delegittimazione del ‘fascismo che torna’ si nasconda un progetto non proprio esaltante, quello di bloccare un eventuale ‘campo largo’ di destra, costringendo i liberali – progressisti, moderati, conservatori – a far blocco con una sinistra, sempre più priva di consenso elettorale e che solo il cordone sanitario potrebbe riportare al governo. Può darsi benissimo che le condizioni poste dai ‘reprobi’ per sostenere un governo a guida centrista siano improponibili per chi abbia nel suo DNA un codice liberale. Si vorrebbero poter conoscere, però, quelle condizioni: se si tratta solo di porre argini a un’immigrazione incontrollata o di impegnarsi in operazioni diplomatiche volta a ottenere una pace di compromesso con Putin, di che scandalizzarsi? Se, al contrario, il prezzo da pagare ai ‘neonazisti’ (!) fosse una stretta mortale sui diritti civili e su quelli politici, allora certamente per evitare la crisi della democrazia liberale si potrebbe ben pensare al fronte antifascista. Senza dimenticare, però, che esso non sarebbe il trionfo della democrazia –giacché inteso proprio a bloccare la ricordata alternanza che della democrazia è il principio guida – ma il suo (temporaneo) riparo.

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Altro
  • Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra)

Archiviato in: Interventi Etichettato con: Europa, sovranismo, politica

Privacy e cookie: Questo sito utilizza cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, si accetta l’utilizzo dei cookie.
Per ulteriori informazioni, anche su controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie

Commenti

  1. Giuseppe Ieraci dice

    11 Ottobre 2024 alle 10:52

    Quello che scrive Cofrancesco è ampiamente condivisibile e anzi trova eco nella tematica – oggi così in voga nella scienza politica – del “democratic backsliding” (regressione democratica).

    Quello che questa tematica non vede, come ben lascia intuire Cofrancesco, è che un conto è il metodo democratico, un altro sono le decisioni che i governanti prendono. Se il metodo democratico è rispettato (e in Austria, in Ungheria, in Israele e altrove lo è, fino a prova contraria), al potere ci va legitimamente chi prende più voti, anche se questi – ad alcuni di noi, e solo ad alcuni – sembrano i “brutti, sporchi e cattivi” di scoliana memoria.

    Non c’è nessun “democratic backsliding” in questo, nessun vulnus alla democrazia, solo l’esito della competizione democratica. Va bene che possa non piacerci ciò che “brutti, sporchi e cattivi” vogliono fare, ma resta che hanno tutto il diritto di provare a farlo…finché restano al potere e rispettano le procedure che ci siamo date.

    Quindi tutto perfettamente legittimo: Brexit, Austrix, Italexit, poliziotti che ti percuisiscono e ti chiedono documenti, limitazioni alla libertà di circolazione degli individui, bocchi o addirittura fili spinati ai confini, esclusione sociale, restrizioni sui diritti civili (non è che si debba tollerare e abbracciare tutti, no?), ecc. ecc.
    Tuttavia, come diceva Eduardo, “a da passà a nuttata”, e non si capisce perché uno non potrebbe darsi da fare (con metodi legali e democratici) per far ritornare la luce presto presto.

    Magari anche agitando le fiaccole tremule del “Fronte Popolare”, no pasáran!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tema in discussione

  • Ordine internazionale: sul viale del tramonto?
  • L'Europa da Ventotene ad oggi
  • I voti dell'Europa
  • Democrazie e guerra
  • Presidenzialismo
  • Guerra russo-ucraina
  • Il vaccino della conoscenza
  • Rientro a scuola. La sfida al Covid
  • CoVid19. Le angolazioni della crisi
  • Fatti e disfatti
  • Unione Europea
  • Il ’68, lo Stato, la nazione
  • Comunicazione politica
  • Newsletter

    * campi obbligatori

    Commenti recenti

    • Paolo Becchi su L’affaire Epstein: il fantasma di Sade
    • Alberto Marini su L’affaire Epstein: il fantasma di Sade
    • Gianfranco Pasquino su Una riflessione sulla comunicazione riguardante il referendum di marzo

    GLI AUTORI

    IL TEMA IN DISCUSSIONE

    Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica

    26 Gennaio 2026 di Fulvio Attina Lascia un commento

    È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: Occidente, geopolitica, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Ancora sulla «scespiriana» follia trumpiana

    22 Gennaio 2026 di Antonio Malaschini 1 commento

    In precedenti articoli ci chiedevamo se sotto l’apparente «follia» dei comportamenti del Presidente americano Donald Trump non si nascondesse invece un «metodo» razionale da lui con decisione seguito. Ed il metodo veniva rinvenuto in quel documento di 887 pagine della Heritage Foundation, il Project 2025 pubblicato nel 2023, nel quale era delineato un vero e proprio programma di governo. … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione, Interventi Contrassegnato con: democrazia, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?, Trump

    Della guerra, ovvero sopra l’’Extinctio iuris internationalis’

    19 Gennaio 2026 di Giuseppe Ieraci 2 commenti

    In principio, c’era la guerra. Che si tratti di un adepto della Realpolitik, centrata sui concetti di «interesse nazionale» e di anarchia internazionale, oppure di un groziano, convinto che i rapporti tra gli stati debbano essere regolati secondo principi universali, qualsiasi studioso di relazioni internazionali potrebbe accettare questo incipit e ammettere - come scriveva Sun Tzu ne L’arte della … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: storia, diritto, Politica e diritti umani, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?

    Alla ricerca dell’ordine politico internazionale perduto

    12 Gennaio 2026 di Gianfranco Pasquino 5 commenti

    Ho sempre avuto molti dubbi sulla effettiva esistenza di un ordine internazionale liberale nel periodo tra il 1945, fondazione delle Nazioni Unite, e il 1989, crollo del comunismo sovietico e, secondo Fukuyama, Fine della storia. In effetti, la storia della contrapposizione delle democrazie liberali e dei regimi comunisti era finita, proprio come scrisse lui stesso, con la vittoria delle … [continua]

    Archiviato in:Il tema in discussione Contrassegnato con: geopolitica, politica internazionale, Ordine internazionale: sul viale del tramonto?, Unione Europea

    Galleria fotografica

    Questo slideshow richiede JavaScript.

    Archivi

    Privacy Policy

    Contattaci

    Nova Spes International Foundation
    Piazza Adriana 15
    00193 Roma

    Tel. / Fax 0668307900
    email: nova.spes@tiscali.it

    Statistiche

    • 205.777 clic

    Seguici

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
    • YouTube

    © Copyright 2016 Paradoxa Forum · All Rights Reserved