Sovente le dispute sulle tematiche internazionali si concludono con incomprensioni reciproche e prese di posizioni nette e trancianti. Credo che questo dipenda da una dissonanza cognitiva – o semplicemente incompatibilità – intrinseca tra due attitudini, quelle dell’idealista e del realista. Per ragionare attorno a questa incompatibilità devo però partire da due assunti. Il primo è di tipo antropologico e consiste nel sostenere che l’essere umano ha necessità di fare calcoli e previsioni per progettare il suo futuro. [Leggi di più…]
Alleati, Amici, Applauditori
In politica internazionale, bisogna trovare alleati. Solo raramente quegli alleati sono, diventano, si trasformano in amici. Per fenomeni complessi come la guerra e la pace non bastano i buoni sentimenti, i sorrisi, gli abbracci. È assolutamente necessaria la condivisione di interessi, obiettivi, persino valori. Se il valore ultimo è la potenza, la grandezza della propria nazione, la condivisione del valore ultimo non è possibile. [Leggi di più…]
Modena, il nichilismo in azione
«Un’auto nella folla», «un caso isolato», «un pazzo», «era sotto effetto di qualche droga», «un marocchino», («radicalizzato?»), «un attentato terroristico di matrice islamica», «le autorità stanno indagando sui motivi» [Leggi di più…]
La crisi dell’ordine mondiale è una crisi di autorità politica
È chiaro che l’ordine mondiale è entrato in una fase di transizione ma non è chiaro in cosa consista questa transizione. Molti propendono per la deriva multipolare che significa erosione dell’ordine internazionale liberale e crisi della leadership o egemonia statunitense. [Leggi di più…]
Make America Great Again: non ‘caos’, ma progetto politico
Alcuni giorni fa l’Institut Montaigne ha pubblicato un articolo di Baudouin de Hemptinne che critica il diffuso approccio interpretativo sulla seconda presidenza Trump, giudicata da numerosi osservatori ‘caotica’ o, nella migliore delle ipotesi, ‘transazionale’. [Leggi di più…]
Un mondo schizofrenico
C’è una domanda alla quale non so rispondere. Se è vero, come è stato scritto da autorevoli politologi, che “bisogna dire a chiarissime lettere che esiste una linea divisoria netta fra democrazie e non-democrazie”, se è vero che la vicenda ucraina e oggi quella israeliana sono la dimostrazione che l’Occidente è sotto assedio, che più della metà del pianeta non si riconosce nelle democrazie liberali, nei diritti di libertà civili e politiche, nel rispetto della dignità umana, nell’eguaglianza dei sessi, nella laicità dello Stato, che sono (sarebbero) a fondamento delle nostre istituzioni, non ne dovrebbe derivare l’impegno a non rafforzare le autocrazie, a limitare drasticamente gli ‘affari’ con i gangster internazionali, per non irrobustirli economicamente e impedire che la ricchezza accumulata si converta in armi puntate contro di noi? [Leggi di più…]
La favola dei Super-BRICs
Molti commentatori nei giorni scorsi si sono lasciati andare a prevedere l’avvento di un nuovo protagonista della governance mondiale: i Super-BRICs.
Alcuni osservatori, sommando i PIL di un certo numero di grandi economie emergenti o in via di sviluppo, sostengono che l’Occidente è già stato surclassato. [Leggi di più…]