Dopo questi continui fallimenti della ‘strategia referendaria’, viene da chiedersi perché in Italia si tengano così tante ‘consultazioni popolari’. Siamo infatti la terza democrazia referendaria al mondo, dopo la Svizzera e la California. Tuttavia, se si consideri che dal 1946 ad oggi in Italia si sono svolti 83 referendum, dei quali 77 abrogativi, uno istituzionale (quello del 1946 per la repubblica o la monarchia), uno di indirizzo (quello del 1989, sul conferimento del mandato costituente del Parlamento Europeo) e cinque costituzionali (2001, 2006, 2016, 2020, 2026), il loro success rate è molto basso. [Leggi di più…]
Come cambierà la giustizia dopo la riforma Nordio. Il nodo della separazione delle carriere
Sulla riforma della giustizia la parola passa ora al popolo che è chiamato ad esprimersi con un referendum confermativo. Si vota questo fine settimana. Per gli addetti ai lavori il risultato sino a poco tempo fa sembrava favorevole alla riforma, anche perché non esiste alcun quorum, ma il tema è molto «tecnico», non scalda gli animi e se la partecipazione prevista, già bassa, diminuisse ulteriormente allora i giochi si potrebbero riaprire. Insomma, la partita e di nuovo aperta. [Leggi di più…]
Una riflessione sulla comunicazione riguardante il referendum di marzo
Oramai si è capito: il prossimo referendum riguarda la riforma dell’autogoverno della magistratura. L’obiettivo è introdurre il controllo del governo sull’operato dei magistrati, proprio come auspicava Berlusconi. [Leggi di più…]
Referendum: brutta informazione
Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati è giustamente destinato ad occupare molto spazio, informativo e manipolativo, a preoccupare molti commentatori e, chissà, a tentare di interessare il maggior numero possibile di elettori. [Leggi di più…]
Prendere sul serio l’articolo 111 della Costituzione e votare Sì
Il tema all’ordine del giorno del referendum non è partitico, di appartenenza di schieramento, lo esclude la natura stessa dei referendum, che è altra, ossia che è giudizio puntuale, mirato su un tema.
Non è però neanche tecnico, come alcuni affermano, con una logica secondo la quale tutto ciò che non sarebbe partitico dovrebbe essere tecnico. [Leggi di più…]
Numeri non narrazioni
L’elevata partecipazione è stata sicuramente la più grande sorpresa di questo referendum. Nessuno aveva previsto che quasi 2 elettori su 3 si sarebbero recati alle urne, un risultato nemmeno lontanamente sfiorato dai referendum che hanno avuto luogo dopo l’inizio della c.d. Seconda Repubblica. Una mobilitazione degna delle elezioni politiche. Che questa sia il frutto dolce dell’agre campagna elettorale o dell’importanza data dagli elettori alle tematiche costituzionali non è dato sapere.
Possiamo però chiederci quanto gli elettori abbiano seguito le indicazioni dei propri partiti e quale elettorato sia rimasto maggiormente fedele alle indicazioni di voto che i leader non hanno di certo lesinato. Come hanno votato 100 elettori che nel 2013 avevano votato il Pd, il Movimento 5 stelle, il Pdl o la coalizione di Monti? Chi ha ceduto più elettori all’astensione?
Governo (renziano) che va governo (renziano) che viene
Se c’era qualcuno che si aspettava una rottura o, quantomeno, una discontinuità nella composizione del governo dopo la sconfitta subita nel referendum costituzionale, è rimasto clamorosamente deluso. Il 64° governo della Repubblicana italiana è, con pochi ritocchi, una fotocopia ingiallita di quello precedente: è cambiato il presidente del Consiglio, ma sono stati confermati quasi tutti i ministri o sottosegretari uscenti e felicemente rientranti.