L’attuale fotografia dell’Unione Europea, alla vigila delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo previste per la fine di maggio, evidenzia un’Unione a 28 forse 27, in caso di uscita del Regno Unito, sempre più disomogenea, dove gruppi più o meno ristretti di Stati membri perseguono obiettivi politici specifici. In molti casi, gli Stati europei optano per alleanze al di fuori del quadro Ue, nel tentativo di creare gruppi di interesse che perseguano un’agenda specifica e possano influenzare quella europea. A testimonianza di questo trend possiamo constatare il rilancio dell’asse franco – tedesco attraverso il Trattato di Aquisgrana, il blocco dei paesi baltici e del nord Europa che si rifanno alla Lega Anseatica per sostenere proposte di riforme della governance politica dell’Unione di chiara impronta liberista e rigorista e il gruppo di Visegrad, che ha costruito la sua azione propositiva in relazione alla crisi migratoria del 2014 – 2016 dovuta in parte all’apertura della rotta balcanica. [Leggi di più…]
E se i sovranisti di Visegrád diventassero paladini della Difesa Comune Europea?
[*L’articolo è stato scritto dall’Autore insieme a Tiziana Di Maio]
- Introduzione
La vulgata è che tutti i governi sovranisti che si stanno affermando in Europa abbiano un denominatore condiviso, quello di mettere in discussione le politiche comuni dell’Unione Europea. L’esempio forse più plastico è come il gruppo di Visegrád ha bloccato sul nascere l’avvio di prassi di redistribuzione verso altri membri UE dei migranti sbarcati nei Paesi del sud Europa. Ma questo non è che un prototipo di come i governi sovranisti cerchino di ritagliarsi un’UE ‘à la carte’, ove ciascun Paese prende ciò che gli è permesso senza realmente condividere un progetto unitario. Quei Paesi, del resto, per lo più non aderiscono neanche alla moneta comune, il principale pilastro dell’unificazione europea degli scorsi decenni. [Leggi di più…]